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Number One, i facchini bloccano i cancelli

Dalle ore 4 del 15 giugno i lavoratori della cooperativa Taddei, iscritti all'Adl Cobas stanno presidiando l'azienda, i camion non entrano

I lavoratori della cooperativa Taddei, che si occupa del facchinaggio all'interno dell'azienda Number One di Parma stanno bloccando, dalle ore 4 del 15 giugno, gli ingressi centrale e laterali. La protesta è motivata dal mancato accordo per un contratto integrativo. Il sindacato Adl Cobas sta portando avanti lo sciopero per alcune rivendicazioni sindacali. Davanti all'ingresso di via Forlanini la fila di camion parcheggiati rende visibile il blocco. I lavoratori hanno posizionato anche alcune transenne ma per ora la situazione, dal punto di vista dell'ordine pubblico, è tranquilla.

 

LA NOTA DELL'ADL COBAS - Il magazzino Number 1 di Parma è una delle più importanti piattaforme della logistica del centro-nord Italia, attraverso la quale ogni giorno passano decine di migliaia di prodotti destinate alle filiere di grandi gruppi del settore grocery e della GDO.
Oltre ai dipendenti dell'azienda, all'interno dell'hub lavorano tramite appalto circa duecento facchini della Taddei Training.
Quello che si svolge all'interno del magazzino è un lavoro duro, svolto principalmente proprio dalle lavoratrici e dai lavoratori della cooperativa, con orari, ritmi e carichi di lavoro affatto facili da sopportare sul lungo periodo.

È per questo che da oltre 8 mesi chiediamo la possibilità di contrattare un accordo integrativo di secondo livello, che riconosca migliori condizioni retributive e di lavoro a questi lavoratori a fronte di un impegno ormai consolidato dopo anni di presenza all'interno del magazzino, di cui oltre trenta mesi con la cooperativa Taddei Training: purtroppo finora abbiamo avuto solo promesse e una strategia di continuo rinvio delle questioni, senza nemmeno l'indicazione di misure alternative reali.

Per questo abbiamo deciso di proclamare lo stato d'agitazione e oggi di scendere in sciopero, sospendendo la movimentazioni delle merci, finché non verranno prese sul serio le nostre richieste:
riconoscimento dell'avanzamento di livello secondo mansione e anzianità di magazzino, come da nostra piattaforma nazionale: 5° livello dopo 18 mesi di presenza per i pickeristi (e altre posizioni assimilabili), 4° livello per i carrellisti e comunque dopo i 6 anni di presenza;
equa ripartizione dei turni di lavoro straordinario tra tutti i lavoratori (magari attraverso un meccanismo di disponibilità volontaria);
corresponsione di ticket restaurant giornaliero condizionato solo all'effettiva presenza su luogo di lavoro;
individuazione di un sistema premiale che vada a efficentare la produttività senza insistere sull'aumento dei ritmi o sul “raggiungimento della media”;
miglioramento delle condizioni di sicurezza sul lavoro: il riconoscimento dell'infortunio sul lavoro è un diritto. Stop alla pratica di occultarlo da parte dei responsabili preposti.

Questi sono i punti sui quali siamo pronti a lottare nelle nelle settimane a venire perché crediamo sia giunto il momento di dare un segnale di riconoscimento reale al duro lavoro di questi anni.
Attendiamo da parte dell'azienda e della cooperativa un segnale di reale apertura che entri nel merito delle rivendicazioni poste sul tavolo.

Lavoratori e lavoratrici Taddei Training / Number 1
Ass. Diritti Lavoratori – ADL Cobas

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