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NUMERI INQUIETANTI

A Parma crescono i nuovi poveri: "Rispetto all'anno scorso 4 mila richieste di pasti in più"

Il presidente di Caritas Parma, Cecilia Scaffardi: "È la prima volta che alle porte dell'inverno abbiamo le nostre strutture quasi piene. Abbiamo riscontrato un aumento nella richiesta di vestiti: 5 mila in più rispetto all'anno scorso"

A Parma crescono i nuovi poveri. Rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, infatti, "abbiamo già segnalato la richiesta di 4 mila pasti in più e abbiamo già consegnato 5 mila capi di abbigliamento" sottolinea il presidente di Caritas, Cecilia Scaffardi. 

Nel 2021 la povertà assoluta conferma i massimi storici toccati nel 2020, anno di inizio della pandemia. Le famiglie in povertà assoluta sono un milione 960mila, pari a 5.571.000 persone (il 9,4% della popolazione residente). Lo afferma il XXI Rapporto Caritas su povertà ed esclusione sociale. A Parma l'andamento del 2021, rispetto all’anno della pandemia, aveva avuto inizialmente un momento di assestamento. Si era notata anche una leggera discesa nelle richieste d'aiuto, ma purtroppo il dato non è stato confermato da questi mesi del 2022. "Al 30 settembre possiamo dire che tutti i nostri servizi hanno registrato un incremento anche significativo di richiesta di aiuto - spiega il presidente di Caritas, Cecilia Scaffardi -. Siamo anche consapevoli che non è ancora esploso il tema del caro bollette. Gli effetti di quest'altra bomba sociale si avvertiranno nei prossimi mesi".

Parole che riflettono una preoccupazione. "A causa di questa situazione - prosegue il presidente - anche i nostri stessi servizi sono a repentaglio. Abbiamo un aumento nella richiesta di abiti, al 30 settembre, maggiore rispetto all'anno scorso. Abbiamo consegnato più di 5000 capi e, dato significativo, abbiamo segnalato rispetto all’anno scorso già 4000 pasti erogati in più. E così sono aumentati anche i passaggi al centro d’ascolto. Nel 2022, che deve ancora terminare, a Parma abbiamo assistito a una risalita della richiesta di aiuto. Una situazione che presenta due aggravanti. La prima: la difficoltà ad uscire dalla situazione di povertà. Assistiamo ai ritorni di alcune persone nelle nostre strutture, gente che magari l’anno precedente aveva trovato un lavoretto precario e che adesso si ritrova senza nulla in mano. La seconda: non esiste solo la povertà economica, esiste anche quella relativa alla salute degli individui e questo rende la permanenza nei nostri servizi più lunga.

Per dirlo con i numeri: non ci era mai successo, alle porte dell’inverno, di avere l’accoglienza maschile quasi completa. Viviamo situazioni estremizzate dal contesto lavorativo in cui ci troviamo che non sostiene questo peso. Con il passare del tempo, se questa situazione dovesse persistere oltremodo, il caro bollette inciderà chiaramente sulle famiglie più a basso reddito che già sono al limite. La povertà cresce nella famiglia - conclude il presidente Scaffardi -, man mano che cresce il numero dei componenti. Siamo preoccupati per lo scenario che si può presentare e per le famiglie. Il tema del lavoro deve essere centrale nelle prossime settimane. Siamo preoccupati anche per la tenuta dei nostri stessi servizi perché anche noi possiamo risentire dei costi energetici. Aumentano le richieste, aumenta lo sforzo e aumentano i costi anche per le nostre strutture".

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