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La Certosa di Paradigna con il fumo del forno

La Certosa di Paradigna con il fumo del forno

Inceneritore, altro richiamo dall'Ue. E alla Certosa un altro forno...

La Commissione Europea ha inviato a Parma un nuovo atto di messa in mora per infrazione. Intanto, la Gcr annuncia che è pronto il progetto per far nascere il 'cugino piccolo' dell'inceneritore in strada Viazza

Non cessano i problemi per l'inceneritore di Ugozzolo: "La Commissione europea ha recentemente inviato a Comune, Provincia e Iren un secondo atto di messa in mora per procedura di infrazione sull'impianto oggi in costruzione". A denunciarlo oggi sono stati gli avvocati Arrigo Allegri e Pietro De Angelis, i due legali parmigiani che da mesi danno battaglia all'impianto con esposti in Procura, alla Corte dei Conti e denunce alla Commissione Europea, che aveva già risposto in passato inserendo Parma in un procedimento d'infrazione nei confronti delle procedure adottate da Enia-Iren anche in altre realtà. Ora è arrivata la seconda infrazione. Secondo i due avvocati, sarebbe questa "la vera ragione della commissione d'indagine recentemente istituita dal Comune sull'iter amministrativo per la costruzione del termovalorizzatore" e "il commissario straordinario Mario Ciclosi la sta nascondendo alla città".

UN NUOVO IMPIANTO A BIOMASSE
Un nuovo impianto per sfruttare le cosiddette biomasse, e bruciarne parte in loco per produrre energia elettrica, ovviamente approfittando degli incentivi statali denominati certificati verdi". Lo annuncia in una nota il comitato Gcr contro l'inceneritore di Parma, che si è battuto finora contro il cantiere di Ugozzolo, ma "il 4 gennaio scorso - precisa - è stato depositato un progetto, curato da una azienda modenese, che intende far nascere il cugino piccolo dell'inceneritore di Ugozzolo proprio al suo fianco, qualche metro cubo d'aria più a nord, nei pressi della Certosa di Paradigna", in strada Viazza.

"Si prevede la ristrutturazione e riqualificazione delle strutture edilizie - prosegue il comitato - per poi mettere in atto la produzione di biocombustibili da biomasse utilizzando due diversi beni di partenza: principalmente i sottoprodotti di origine animale (Soa) di categoria 3 ai sensi del Regolamento CE n.1069/2009 (circa 50.000 tonnellate l'anno di materia prima lavorata); in misura minore gli oli e grassi alimentari esausti - CER 200125 (circa 20.000 t/anno di materia prima lavorata)". Inoltre, "sarà utilizzata parte degli stessi biocombustibili prodotti dall'impianto per il funzionamento di un impianto di cogenerazione per una potenza pari a 940 Kw per la produzione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili".

"La pratica - scrive ancora il comitato - è stata depositata presso il comune di Parma, la Provincia, i Comuni di Sorbolo e Torrile, e sarà oggetto di Autorizzazione Integrale Ambientale così come di Procedura di Via, la stessa che ha seguito l'iter dell'inceneritore di Ugozzolo. Intanto l'azienda ha messo a disposizione lo Studio di Impatto Ambientale e tutta l'altra documentazione inerente, consultabile nelle sedi degli enti citati. Sono scattati quindi i 60 giorni per le osservazioni al progetto".

ECCO IL DOCUMENTO DI PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

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