Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Obbligo vaccinale per i sanitari, i parmigiani: "Provvedimento necessario, altrimenti cambino lavoro"

Voce quasi unanime dei cittadini: "E' una forma di rispetto per i colleghi ed i pazienti"

Obbligo vaccinale per i sanitari a contatto con i pazienti. Sarà questa una delle novità più significative che saranno contenute nel nuovo decreto del governo Draghi. Cosa ne pensano i parmigiani? La voce, sostanzialmente unanime, è quella di un plauso alle nuove norme che verranno introdotte, a tutela degli altri sanitari e dei pazienti. "E' un provvedimento giusto e necessario. E' la prima cosa che mi sento di dire" sottolinea una ragazza che sta per andare al lavoro. "Io mi occupo di un altro settore, affine a quello sanitario e credo che sia un obbligo morale per tutti i lavoratori di un comparto così delicato. Non puoi esporre le altre persone al rischio: e casi di contagio ci sono stati, anche a Parma". 

Chi non rispetterà l'obbligo, secondo la bozza che circolava fino a domenica, andrà incontro a sanzioni crescenti che andranno dallo spostamento ad altro incarico fino alla sospensione dello stipendio. Ma senza il licenziamento. "Credo che sia una norma giustissima: non è possibile che, per una scelta individuale discutibile, si possa mettere a rischio chi lavora e chi si trova in reparto per questioni mediche di altro tipo. Non dico per tutte le categorie ma per chi lavora a contatto con i pazienti dovrebbe essere obbligatorio, pena il licenziamento". E' questa l'opinione di un giovane avvocato di Parma.

"Se le cose stanno così io dico che è giusto arrivare a quel punto: ci sarebbe anche da imporre proprio l'obbligo per mantenere il posto di lavoro. Spostare i sanitari che ri rifiutano di fare il vaccino è giusto e necessario: sicuramente avranno le loro ragioni ma non possono mettere a rischio gli altri e soprattutto i pazienti" ci racconta un'operatrice di una struttura di assistenza sanitaria. 

"Forse può sembrare una norma troppo rigida - dice una donna di mezza età in piazza Garibaldi - ma siamo in un periodo di emergenza e purtroppo sono necessarie anche regole ferree per contrastare il contagio: non basta dirlo o raccomandare i sanitari a fare il vaccino. Evidentemente la scelta del governo proviene dal fatto che tanti ancora si rifiutano di farlo". 

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