Emergenza abitativa, Dall'Olio e Ghiretti: "No risposte parziali, sotto la spinta di occupazioni abusive"

Emergenza abitativa. Le considerazioni di Nicola Dall'Olio, capogruppo del Pd in Consiglio comunale e del consigliere Roberto Ghiretti di Parma Unita: "Una agenzia per mettere in rete gli alloggi inutilizzati degli enti pubblici"

L'occupazione di Nomas Hotel

Emergenza abitativa. Le considerazioni di Nicola Dall'Olio, capogruppo del Pd in Consiglio comunale e del consigliere Roberto Ghiretti di Parma Unita. "L’emergenza abitativa a Parma, come in altre città, è un problema reale che va affrontato con serietà e determinazione all’interno di un contesto di legalità e nel rispetto delle competenze. Risposte estemporanee e parziali, magari sotto la spinta di occupazioni abusive, non sono la soluzione e discriminano i molti che, pur avendo ugualmente bisogno, si attengono alle regole e si rivolgono a chi per legge se ne deve occupare. Di fronte all’emergenza abitativa non si improvvisa e non si va ciascuno per conto proprio prendendosi ruoli e competenze che sono di altri. Ci vuole una regia e questa regia non può che essere in capo al Comune.

In città vi sono molti alloggi sfitti e inutilizzati. Grazie ad un finanziamento della Regione, il Comune doveva avviare con ACER, l’Azienda Casa dell’Emilia Romagna, un progetto per l’istituzione di un’agenzia per la locazione con il compito di fornire garanzie e incentivi fiscali ai privati disposti a mettere in affitto i propri alloggi a canoni calmierati. Ad oggi il progetto non risulta partito e gli incentivi prefigurati non sembrano comunque sufficienti a sbloccare un numero significativo di locazioni. Ma gli alloggi inutilizzati non sono solo di proprietà privata. Ve ne sono molti anche di proprietà di enti e aziende pubbliche, come ad esempio l’Università degli Studi, che potrebbero essere messi in locazione o utilizzati temporaneamente per rispondere alle emergenze.

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Riteniamo che il Comune dovrebbe condurre una ricognizione a tappeto, coinvolgendo tutte le istituzioni pubbliche che hanno proprietà immobiliari in città, e promuovere rapporti convenzionali finalizzati a rendere disponibili gli alloggi e le strutture che risultano inutilizzati. La locazione e gestione di tali alloggi potrebbe essere messa in capo ad ACER, ovvero alla futura Agenzia, secondo lo schema e le garanzie già immaginate per gli alloggi di proprietà privata. Se le istituzioni pubbliche intendono davvero contribuire a risolvere il problema dell’emergenza abitativa, è quello il modo migliore per farlo. Non certo andando in ordine sparso scavalcando chi non solo ha la competenza, ma anche la conoscenza dei fabbisogni e la visione generale per fornire le risposte più adeguate a chi più ha bisogno.

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