Sicurezza? Sì, della casa. Venerdì cena e sportello in Borgo Poi

Venerdì 28 settembre di fronte alla palazzina di Borgo Poi dove hanno trovato rifugio 5 famiglie. La Rete Diritti in Casa: "Non ci piacciono le crociate antidegrado di chi chiede più polizia e soldati"

La palazzina in Borgo Poi, occupata dal novembre 2011

La sicurezza in Oltretorrente? Forse una cena è meglio di una marcia antidegrado in quartiere. Questa almeno l'opinione degli organizzatori della cena che si terrà venerdì 28 settembre in Borgo Poi, di fronte alla palazzina abitata da 5 famiglie, ormai integrate nel quartiere e che di sicurezza vorrebbero sentir parlare più spesso. Dalle 17 sarà attivo lo sportello per il diritto alla casa, che si va ad aggiungere a quello attivo ogni martedì in Via Mantova, presso la Casa Cantoniera. Dalle 20 la cena. Per info e prenotazioni per la cena dirittincasa@yahoo.it

Una casa ed un lavoro sicuri che non ci sono e non ci saranno a breve, vista la crisi economica che sta lasciando nel panico molte famiglie anche nella nostra città, sia italiane che straniere.. L'iniziativa della Rete Diritti in Casa è una risposta propositiva al corteo dei Nuovi Consumatori, annunciato per il 29 settembre proprio in Oltretorrente, poi spostato al 6 ottobre.

"L’Oltretorrente -si legge nel volantino della Rete Diritti in Casa- è sempre stato un quartiere che ha espresso un alto livello di fermento sociale e di calore umano, di forti relazioni sociali e di ribellione contro l’arroganza dei potenti. Siamo convinti che questa umanità forte e non allineata resista ancora negli stretti borghi della parte più popolare del centro città. Certo, la provenienza geografica dei suoi abitanti è cambiata, oggi molti degli abitanti sono immigrati dai 4 angoli del mondo, ma si tratta sempre di abitanti collocati nei gradini più bassi della scala sociale, che vivono gli stessi problemi degli abitanti dell’oltretorrente di secoli fa. Il problema di un salario che è sempre incerto, il problema dell’affitto da pagare. Questa è la vera emergenza di ieri e di oggi.

E’ per questo che non ci piacciono le crociate di coloro che vogliono creare l’allarme sicurezza in città e che reclamano più polizia e soldati per le strade. Certo, con l’avanzare della crisi aumentano i comportamenti antisociali di chi deve in qualche modo sopravvivere, ma l’unica soluzione per stroncare la piccola criminalità, che colpisce spesso i ceti più popolari della società, è quello di avere una più equa distribuzione della ricchezza, non più repressione. Il quartiere non si deve chiudere su sé stesso sulla spinta di chi vuole diffondere la paura ma dobbiamo avviare e rinforzare una stretta rete di relazioni e conoscenze, che tra l’altro possono servire a sostenersi uno con l’altro e a difenderci nei momenti di bisogno".
 

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