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L'Oltretorrente che vorrei, il blog degli studenti per ripensare il quartiere

Nato da un progetto del docente Giorgio Triani e sviluppato da un gruppo di studenti di Giornalismo e Cultura Editoriale, il sito è uno spazio virtuale per chiunque voglia lanciare proposte per il quartiere

"Non coltivava certo miti fatui come quello di Maria Luigia, bensì la schietta pratica quotidiana dell'accettarsi a vicenda rispettando le differenze di usi e di abitudini, superando per amore o per forza l'atavico disprezzo del “cittadino” nei confronti del “villico”, in quel crogiuolo di immigrati venuti da mille campagne diverse nell'arco di mezzo millennio, uniti dalla dignità dei miserabili che non chinano mai la testa pur spaccandosi la schiena giorno e notte”.Così amava definirlo Cacucci.

L'Oltretorrente oggi si presenta ancora, nonostante tutto, come uno spicchio dei più suggestivi, soprattutto per la storia che ne ha tenuto salde le mura, anche tra fame e povertà.
E sull'Oltretorrente si riversano ancora oggi le speranze di quanti cercano di trovare nuove modalità per valorizzare quella che rappresenta nella storia l'anima vera di una Parma passionaria.

Nato da un progetto del docente universitario Giorgio Triani e sviluppato grazie alla determinazione e all'impegno di un gruppo di studenti del corso di laurea in Giornalismo e Cultura Editoriale, "L'Oltretorrente che vorrei" è uno spazio virtuale per quanti vogliano parlare del quartiere, attraverso modalità di confronto costruttive. Si tratta di un blog appena nato, che intende porsi come luogo di discussione, sfruttando le tecnologie informatiche secondo il principio dell'e-democracy.

Diventa indispensabile in tal senso usufruire della possibilità di lasciare commenti o di rispondere a sondaggi, per delineare quali possano essere le criticità e, soprattutto, le idee per valorizzare le sue peculiarità. Proposte non proteste, nell'intento di dare vita a un canale preferenziale che permetta anche al Comune, che ha promosso il progetto, di rendersi conto delle tante facce dell'Oltretorrente e delle sue potenzialità, attraverso la voce diretta dei suoi abitanti.

Oltre alla sezione storica, la "Oltrecorner", dedicata ai commenti, e "Movida", per segnalare eventi e promuovere il commercio, è in fase di realizzazione anche la sezione news. Un progetto in divenire, come affermato da uno dei collaboratori della redazione Enrico Pellucco, guardando avanti consci del passato, per rivitalizzare e rendere maggiormente attrattivo un quartiere che necessita di ricostruire una rete associativa.
Tra gli spunti di dibattito, le stanze all'aperto, come quella di Piazzale Inzani, che potrebbe essere ripensata in altre vesti, come un campo da basket o una pista da liscio. O il retro dell'Hub caffe.

"Il nostro progetto è rivolto a tutti coloro che abbiano voglia di contribuire a ripensare l'Oltretorrente, guardando al futuro", afferma Pellucco. Si pone come una sfida combattere l'indifferenza che spesso è causa determinante del non parlarne.
"A mezzanotte anche i sogni facevano rumore, nei tuguri dell'Oltretorrente, sogni di riscatto che tenevano in perenne ebollizione il sangue nelle vene", scriveva Cacucci.
Oggi l'auspicio, e non solo per "L'Oltretorrente che vorrei", è che il peso di realtà diverse, culture diverse, e della forte presenza di studenti, si palesi in altrettante voci, opinioni e idee propositive.

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