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Femminicidio di Alessia, e' il 7° caso dal 2011 - Le donne del Pd: '“Dobbiamo smettere di pensare che si tratti di raptus'

“Si sta facendo tanto – dice la consigliere Lori, componente della commissione Pari opportunità a Bologna – ma questi drammatici episodi dimostrano che non è sufficiente. A Parma, da più di 20 anni, esistono case d’accoglienza dove ospitare donne con o senza figli, che hanno bisogno di un luogo protetto"

Ferma condanna per quanto successo, ma anche la necessità di lavorare per sostenere le donne che si trovano in situazioni difficili. E’ questa la posizione delle donne del Partito democratico di Parma dopo l’ennesimo femminicidio che ha sconvolto la nostra città domenica sei dicembre. A prendere posizione sono - insieme alla segretario provinciale Gianpaolo Serpagli e a quello cittadino Lorenzo Lavagetto - Emma Iovino, Anna Cagnolati e Lucia Mirti a nome della conferenza regionale delle donne Pd, oltre alla deputata Patrizia Maestri, alla consigliera regionale Barbara Lori e alle ex parlamentari Carmen Motta e Albertina Soliani.

Quello di Alessia Della Pia, assassinata con una violenza inaudita, è il settimo caso di un uomo che uccide una donna avvenuto a Parma a partire dal 2011, il terzo negli ultimi due anni. Una serie ininterrotta di sangue che non può essere accettata. “Deve essere chiaro – dicono insieme le donne democratiche – che questa è una emergenza che va affrontata al più presto sia intervenendo sulle leggi che lavorando sull’educazione a partire dai giovani. Esprimiamo, anche a nome del nostro partito, la nostra vicinanza ai famigliari della vittima e condanniamo nella maniera più assoluta questi atti”. Per le esponenti Pd il problema è principalmente culturale. 

“Dobbiamo smettere di pensare che si tratti di raptus o che questi fatti accadano per troppo amore e lavorare insieme a tutti livelli perché andare avanti in questo modo non è possibile”. Proprio pochi giorni fa, in occasione della giornata mondiale contro la violenza di genere, le donne del Pd avevano sottolineato il fatto che questi fatti sono quasi sempre annunciati e che sia necessario intervenire in maniera veloce ed efficace. Proprio da questa riflessione parte la parlamentare parmigiana Maestri. “Tutta lo società – dice – deve intervenire in maniera forte e chiara, condannare è importante ma non basta più. Per questo credo che sia importante rafforzare il sostegno alle donne che si trovano in situazioni di disagio, ma lavorare anche sugli uomini che devono capire che la violenza annulla ogni altro sentimento, distrugge ogni cosa”.

Un’attenzione che anche la regione Emilia-Romagna sta portando avanti. “Si sta facendo tanto – dice la consigliere Lori, componente della commissione Pari opportunità a Bologna – ma questi drammatici episodi dimostrano che non è sufficiente. A Parma, da più di 20 anni, esistono case d’accoglienza dove ospitare donne con o senza figli, che hanno bisogno di un luogo protetto in cui intraprendere un percorso di allontanamento emotivo e materiale dalla relazione violenta. E’ un sistema che funziona, ma la politica, insieme alla società civile e tutti i soggetti interessati, fare di più per fare in modo che non accadano di nuovo casi come quello di Alessia”. 
 

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