Omicidio Corvino: fu ordinato da Bidognetti, il boss detenuto a Parma

'Cicciotto 'e mezzanotte' ha ricevuto la notifica nel carcere di via Burla dove è in regime di 41 bis. L'esecutore materiale del delitto fu Armando Letizia, suo braccio destro e anche lui in cella

L'arresto di Francesco Bidognetti

I magistrati della Dda e i carabinieri del comando provinciale di Caserta hanno individuato i presunti responsabili dell'omicidio di Benito Corvino, commesso in viale Carlo III a Marcianise, nel Casertano, il 25 giugno 1992. Un delitto che, secondo l'accusa, reca firme eccellenti, quelle del capo dei Casalesi Francesco Bidognetti, alias "Cicciotto 'e mezzanotte" e dello storico affiliato Armando Letizia cui questa mattina sono state notificate due ordinanze di custodia cautelare per omicidio. Entrambi sono attualmente detenuti, il boss a Parma in regime di 41bis, il suo braccio destro a Santa Maria Capua Vetere.

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In un primo momento, l'omicidio fu attribuito alla guerra di camorra tra i clan Piccolo e Belforte che nel 1992 insanguinava Marcianise; negli anni, le dichiarazioni di almeno quattro collaboratori di giustizia, ovvero dei fratelli Luigi e Alfonso Diana, di Francesco Cantone e soprattutto del nipote di Cicciotto, Domenico Bidognetti, al quale il 2 maggio del 2008 Giuseppe Setola uccise il padre in una vendetta trasversale, hanno permesso di fare nuova luce sull'episodio. L'omicidio, hanno accertato gli inquirenti, sarebbe stato ordinato dal boss ed eseguito da Letizia; alla base motivi puramente personali. Letizia infatti voleva vendicare la morte del fratello Ferdinando, ucciso a colpi di pistola nel lontano 1970 dalla moglie Olga Caterino che non gli aveva perdonato una relazione extraconiugale; Letizia decise così di prendersela con il cugino della donna, Benito Corvino, credendo che fosse stato lui a consegnarle l'arma e ad insegnarle a sparare. Una vendetta maturata dopo oltre venti anni.

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