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Dramma del gioco dietro l'omicidio Gobbi: arrestato il cognato della vittima

Luciano Bonazzoli, 49enne cognato della vittima Gobbi è stato arrestato stanotte dai Carabinieri di Parma come presunto assassino di Giorgio Gobbi, l'uomo trovato morto all'interno del bagagliaio della sua auto, una Range Rover parcheggiata nell'area di sosta del Centro Torri

Luciano Bonazzoli, 49enne cognato della vittima è stato arrestato stanotte dai Carabinieri di Parma come presunto assassino di Giorgio Gobbi, l'uomo trovato morto all'interno del bagagliaio della sua auto, una Range Rover parcheggiata nell'area di sosta del Centro Torri nel pomeriggio di venerdì 5 dicembre.

Dietro al tragico fatto di sangue il dramma del gioco, dei videopoker tramite i quali il presunto assassino di Gobbi aveva perso tutto ciò che aveva, compresi alcuni oggetti di alto valore non suoi ma che appartenevano proprio alla vittima. Il lavoro del Nucleo investigativo dei Carabinieri di Parma è iniziato da subito. La convivente di Gobbi, nel pomeriggio di giovedì 4 dicembre, aveva avvertito i militari di Cremona, città dove vivevano, per denunciarne la scomparsa. Seguendo le tracce lasciate dall'antifurto satellitare i militari sono così riusciti ad individuare la vettura, che secondo i dati forniti doveva essere posizionata in via Rocco Bormioli a Parma.

I Carabinieri hanno trovato l'auto poco più in là, nel parcheggio del Centro Torri. Dopo aver avvertito la convivente e verificato che avesse la seconda copia delle chiavi hanno provveduto ad aprire l'auto e il bagagliaio, trovando all'interno il corpo senza vita del 43enne. Nei successivi cinque giorni di indagini le attività del Nucleo investigativo si sono concentrate sulla ricostruzione della vita della vittima che era già stato coinvolto in fatti di sangue anni fa e aveva alle spalle precedenti penali per spaccio e per furto. 

Giovedì 4 dicembre, secondo le tracce dell'antifurto satellitare, Gobbi era uscito la mattina con la sua auto dalla casa di Cremona e si era diretto in diversi luoghi, tra cui Verona per poi far ritorno in territorio lombardo. Alle ore 13:01, secondo i tabulati telefonici, ha effettuato una telefonata con una persona di Parma mentre dalle ore 13.04 non ha più comunicato telefonicamente con nessuno. Poi si è recato a Viadana, dove c'è stato l'incontro con l'ultima persona che lo ha visto: si tratta proprio dell'arrestato, il cognato Luciano Bonazzoli, presso la sua ditta di antinfortunistica. E' stata proprio la ricostruzione di questo incontro fatta da Bonazzoli che ha insospettito gli inquirenti; troppe contraddizioni e elementi non verificati, come la presenza di un seconda persona all'interno dell'auto.

Così le indagini si sono concentrate sul cognato che periodicamente conservava oggetti di grosso valore, come nell'ultimo caso sei rolex per un valore di 200 mila euro, per conto della vittima. Giorgio Gobbi aveva ripetutamente chiesto a Bonazzoli la consegna dei rolex ma il presunto assassino non lo ha potuto fare perchè aveva perso tutto -compresi gli oggetti dati dal cognato- al videopoker. Il dramma del gioco infatti sta dietro a questa triste vicenda: nel racconto degli inquirenti il presunto assassino, che ha ammesso le sue responsabilità, era una persona disperata, incensurata il cui gesto è arrivato come momento finale di un dramma personale, dovuto alla dipendenza da gioco. 

E' stata contestata la premeditazione dell'omicidio poichè Luciano Bonazzoli, secondo la ricostruzione dei Carabinieri, avrebbe disattivato le telecamere dell'azienda della quale era socio prima dell'arrivo del cognato ed avrebbe inscenato una falsa vincita al gratta e vinci per offrire il pranzo agli altri soci e far si che la ditta, proprio all'ora di pranzo, fosse vuota. L'arma del delitto, un fucile da caccia, non è ancora stata trovata. L'omicidio sarebbe avvenuto all'interno della ditta: poi il presunto assassino avrebbe messo il cadavere nel bagagliaio dell'auto, avrebbe pranzato e si sarebbe poi diretto verso Parma, abbandonando l'auto nel parcheggio del Centro Torri. Il cadavere è stato poi ritrovato il giorno successivo, nel pomeriggio di venerdì 4 dicembre. 

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