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Omicidio Gouesh, Croci non risponde al gip: confermato il carcere

Il 46enne reo confesso dell'uccisione della giovane etiope si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il movente sembra essere quello economico. L'uomo ha agito da solo, ma è ancora mistero sulla pistola

Si è tenuto stamane l'interrogatorio di garanzia di Enrico Croci. L'uomo, reo confesso dell'omicidio della 24enne etiope Gouesh Woldmichael Gebrehiwot (che si faceva chiamare Elsa), si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice per le indagini preliminari, Maria Cristina Sarli, ha convalidato il fermo del 46enne e disposto la custodia cautelare in carcere.

La versione fornita da Croci alle forze dell'ordine sta comunque trovando riscontri sia negli esami autoptici sul corpo di Elsa che nella ricostruzione dell'omicidio. Resta da chiarire la provenienza dell'arma del delitto - una beretta - il cui numero matricolare sarebbe stato cancellato. Assassino e vittima si conoscevano già tempo e sembra rafforzarsi l'ipotesi del delitto per motivi economici. A quanto pare, l'uomo avrebbe dato più volte soldi alla ragazza e di fronte all'ennesima richiesta si sarebbe scatenata la follia omicida. Omicidio che però non pare essere premeditato, perchè le indagini hanno appurato che Croci abbia preso la pistola a casa solo a litigio avvenuto. Per l'occultamento di cadavere, sembra che Croci abbia agito da solo e senza l'aiuto di nessuno.

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