Omicidio di Michelle Campus, la Cgil: "Contro il femminicidio una lotta quotidiana di civiltà"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Michelle Campos Verde aveva 22 anni. È l’ennesima intollerabile vittima di un femminicidio a Parma. È morta nella sua casa, a quanto pare massacrata dal suo fidanzato. Le ragioni sono sempre insufficienti, non meritano nemmeno di essere considerate. Perché nulla può spiegare o giustificare una tale carneficina. Ma questa continua violenza sul corpo della donna impone uno spazio ben più ampio nel dibattito civile, perché, inutile negarlo, si tratta di azioni che, pur rappresentando solo e unicamente comportamenti criminali, non ricevono purtroppo quella assoluta condanna sociale che meritano.

L’assassinio di Michelle non é avvenuto in una realtà suburbana ma in una tranquilla strada di una media città di provincia. Ironia della sorte, nello stesso giorno in cui le hanno portato via la vita la ragazza avrebbe dovuto presenziare ad un incontro istituzionale per il progetto Condor Rosa. Una vera donna impegnata. Forse anche questo disturbava un uomo non all’altezza della situazione. Il femminicidio è una questione sociale ma prima di tutto culturale. E sconta talvolta l’indifferenza di chi coglie elementi di aggressività nei confronti delle donne e non interviene. Non servono tanti giri di parole: una comunità non può dirsi civile finché le donne muoiono ammazzate. Per questo occorre ancora una volta rinnovare l’appello alle donne e agli uomini tutti affinché non facciano venir meno il loro impegno nelle istituzioni, nel sindacato, nelle scuole, nelle loro famiglie. Una lotta quotidiana di civiltà”.

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