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La vittima Mohamed Habassi

La vittima Mohamed Habassi

Ucciso perchè non pagava l'affitto: la drammatica fine di Mohamed Habassi

Le indagini sono in pieno svolgimento: due italiani, uno di 46 e l'altro di 48 anni sono in stato di fermo nella caserma dei Carabinieri di via delle Fonderie. Tra loro il convivente della padrona di casa. Anche altre persone avrebbero partecipato alla spedizionee punitiva: alcune sono state interrogate dai Carabinieri

Non pagava l'affitto da tempo ma non aveva lasciato l'appartamento. Sarebbe questo, secondo le ultimi aggiornamenti sulle indagini, il movente dell'efferato omicidio di Mohamed Habassi, il 32enne massacrato a badilate e torturato nella notte tra il 9 ed il 10 maggio a Basilicagoiano, in via Castello. Tra i fermati c'è anche il convivente della padrona di casa e, come ci avevano riferito alcuni vicini, l'inquilino era indietro con il pagamento degli affitti. Sarebbe stata una sorta di spedizione punitiva, alla quale avrebbero partecipato anche altre persone, alcune delle quali sarebbero state interrogate dai Carabinieri. 

Il giorno dopo l'efferato omicidio di Mohamed Habassi le indagini dei Carabinieri sono in pieno svolgimento: i militari stanno vagliando diverse piste per l'episodio violento che si è verifcato nella notte tra il 9 e il 10 maggio, probabilmente tra mezzanotte e l'una. Questa è l'ora in cui i vicini hanno sentito le urle e le richieste di aiuto da parte del povero Mohamed. I due fermati, che si trovano da ore nella caserma dei Carabinieri di via delle Fonderie sono due italiani di 46 e 48 anni, tra cui uno sarebbe il convivente della padrona di casa della vittima. Uno dei due si è consegnato nel tardo pomeriggio di ieri, 10 maggio. I due sono in stato di fermo e sono sospettati dell'omicidio. Una terza persona è ancora in fuga ma il cerchio intorno al terzo presunto responsabile dell'omicidio si starebbe stringendo in queste ore.  Intanto Basilicagoiano è sconvolta per la violenza vissuta in quella notte e quasi rifiutata dai residenti.

"Non so cosa sia successo, si è sentito un gran rumore, poi sono arrivati i Carabinieri chiamati alle prime urla. Noi non siamo abituati ad episodi del genere, sembrava una brava persona, Aveva vissuto una tragedia con la morte della moglie in un incidente ma era un bravo ragazzo, non so che contatti avesse, forse nel mondo della droga, forse un regolamento di conti personale, per questioni di gelosia" raccontano anche oggi i residenti. Le ipotesi al vaglio degli inquirenti sarebbero proprio quelle dello spaccio di stupefacenti, di una questione legata al prestito di soldi. La terza motivazione sarebbe quella di rivalità personali. L'ipotesi di una lite finita in tragedia sembra prendere sempre più piede: ancora sconosciuto è il movente, che probabilmente verrà chiarito ascoltando la ricostruzione delle due persone fermate. Al centro delle indagini quella Land Rover, abbandonata nel parcheggio per tutta la notte e sequestrata la mattina successiva dai Carabinieri. 

E intanto affiorano particolari raccapriccianti sulla vicenda: l'efferatezza del delitto è purtroppo nota. Ora sembra che il cadavere del 32enne riportasse dei segni di tortura e che le dita gli sarebbero state tagliate, probabilmente con un badile, come ci avevano riferito alcuni vicini, la mattina del 10 maggio. 

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