Omicidio del pusher Malapino di Lesignano: dopo 18 anni arrestate 2 persone a Milano

Svolta dopo 18 anni nelle indagini per l'omicidio del pusher Carlo Alberto Malapino, originario di Lesignano de' Bagni in provincia di Parma, ucciso il 20 dicembre 1995 a colpi di pistola

Svolta dopo 18 anni nelle indagini per l'omicidio del pusher Carlo Alberto Malapino, originario di Lesignano de' Bagni, ucciso il 20 dicembre 1995 all'esterno dell'Euromercato di Assago. Due uomini sono stati arrestati, a Milano. Ieri gli agenti del commissariato Quarto Oggiaro hanno eseguito due ordinanze nei confronti delle persone accusate di aver ucciso per un debito nel mondo della droga il pusher. Il caso, archiviato nel 2000, è stato riaperto grazie agli elementi raccolti dagli investigatori del commissariato.

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La svolta nelle indagini è arrivata grazie a una soffiata ricevuta dagli agenti del commissariato di Quarto Oggiaro, capaci di raccogliere elementi tali da permettere la riapertura del caso dopo l'archiviazione del 2002. Fino a quel momento la morte del pusher Carlo Alberto Malatino era rimasta un giallo irrisolto, senza alcun sospettato.

Diciotto anni dopo l'autore materiale ha confessato quando si era ormai reso conto di essere stato scoperto: Benedetto Massè, pregiudicato di 41 anni, che all'epoca dei fatti ne aveva 23. Negli ultimi tempi sembra abbia cercato seriamente di cambiare vita, e proprio per questo gli sono stati concessi gli arresti domiciliari. Con lui c'era Massimo Frigoli, anch'egli pregiudicato di 36 anni, che nel '95 era ancora minorenne. Per lui la notifica dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere è arrivata nella cella di San Vittore dove sta scontando un'altra pena.

Questa la ricostruzione degli investigatori: i due compravano cocaina da Malatino, ma una volta presero 100 grammi e invece di venderla la consumarono. Non potendo pagare la partita al pusher, fissarono un appuntamento nel parcheggio dell'Euromercato dicendo che si sarebbero presentati con un cliente interessato a mezzo chilo di coca. Malatino portò la droga (che poi sarà trovata in auto) ma in realtà si presentarono solo i due giovani, che approfittando di un momento di distrazione spararono all'uomo. Sul posto vennero ritrovati anche resti di un pollo e una lattina, elementi che però non aiutarono a individuare gli autori. Nel corso della sua confessione, Massè ha anche rivelato di aver lanciato la pistola in un'area verde vicino a uno svincolo di Assago, ma nonostante giorni di ricerche degli investigatori, l'arma non è stata trovata. 

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