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Omicidio Roveraro, la Cassazione conferma l'ergastolo a Botteri

Il corpo fu ritrovato nelle campagne parmensi fatto a pezzi con un machete il 21 luglio 2006. I due complici, Emilio Toscani e Marco Baldi, sono già stati condannati rispettivamente al carcere a vita e a 30 anni di reclusione

Il verdetto della Cassazione è stato emesso lo scorso venerdì ma se ne è avuta notizia solo ora. Gianmario Roveraro, nato in Liguria nel 1936, membro dell'Opus Dei, partecipò alle vicende più significative dell'alta finanza degli anni Settanta e Ottanta. Venne sequestro e ucciso da Filippo Botteri, che, secondo l'accusa, voleva recuperare soldi che riteneva di aver perso in seguito a un'operazione finanziaria, il cosiddetto "affare Austria", come l'aveva definito il pm in primo grado. L'affare, al quale aveva partecipato lo stesso Roveraro, non era andato a buon fine.

L'uomo d'affari venne sequestrato a Milano e il suo corpo fu ritrovato nelle campagne parmensi, fatto a pezzi con un machete, il 21 luglio 2006. I due complici, Marco Baldi e Emilio Toscani, sono gia' stati condannati al carcere a vita dalla Suprema Corte nel maggio del 2009

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