Omicidio di Sant'Andrea: oggi l'autopsia sul corpo di Leporace

Prevista per oggi l'autopsia sul corpo di Antonio Leporace, pregiudicato 45enne di Manfredonia massacrato a morte nel greto della Parma a Sant'Andrea il 1 novembre scorso. Indagini a tutto campo per capire le ragioni della presenza a Parma della vittima

Sarà eseguita probabilmente nella mattinata di oggi l'autopsia sul corpo di Antonio Leporace, 45enne di Manfredonia da anni residente nel milanese. Un corpo quasi irriconoscibile quello di Leporace, rinvenuto il 1 novembre scorso nel greto della Parma a Sant'Andrea di Torrile, con il cranio fracassato dai numerosi colpi inferti ovunque, probabilmente con un bastone, prima di essere anche schiacciato dall'auto dei suoi aguzzini. Ancora tanti punti interrogativi sul caso, di cui si occupano i Carabinieri di Parma, con l'aiuto dei Carabinieri di Fidenza, coordinati dal pm Lucia Russo.

La vittima è stata trovata con i pantaloni abbassati, per questo si pensa possa esserci stata una trappola di tipo sessuale per attirare l'uomo nel greto e poi picchiarlo a morte. Altra incognita il fatto che l'uomo si trovasse a Parma, dato che da anni viveva nel milanese. I suoi precedenti penali legati al mondo della droga costati la reclusione scontata solo quattro mesi fa una pista seguita dagli inquirenti, anche se da quanto emerso sinora non si tratterebbe di un personaggio di spicco nell'ambiente malavitoso del milanese. Esclusi sinora eventuali collegamenti con la faida di Quarto Oggiaro. Perchè Leporace si trovava nel parmense? Una presenza non casuale per un pregiudicato che pur essendo un "pesce piccolo" nella malavita lombarda aveva ancora la possibilità di intessere contatti con altri esponenti criminali. E' ipotizzabile, infatti, che, nonostante la reclusione, Leporace non abbia mai reciso i legami con il mercato della droga e che fossero in atto accordi per estendere la rete anche nel parmense, tuttavia per il momento non sembrano esserci prove decisive su questo. 

Un incontro d'affari finito male un'altra delle ipotesi sollevate in queste ore, anche se l'efferatezza dell'omicidio potrebbe far pensare ad altro. Al momento gli inquirenti non escludono nessuna pista, cercando di riannodare i fili partendo proprio dal luogo in cui è stato consumato il delitto. Un'area dove c'è solo vegetazione e non lontano una chiesa, non un luogo di ritrovo per coppiette secondo quanto confermato da chi vive non lontano dal greto. Significativa proprio la testimonianza della donna che vive nella casa del custode della chiesa proprio di fronte al luogo dell'omicidio. "Ho sentito degli schiamazzi verso le 23, questo è un posto molto tranquillo: una cosa del genere non si era mai vista prima. Un signore che stava passando con il cane ci ha avvertito della presenza del cadavere e siamo andati lì. Era proprio sotto agli alberi, aveva il volto sfigurato, come se fosse stato massacrato con un bastone o con una pietra". Per il momento si attende l'esito dell'autopsia delle prossime ore, che potrebbe contribuire a dare una svolta decisiva nelle indagini.

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