Omicidio a Sorbolo, il gestore del bar Cristallo: "Ha poggiato il caricatore sul bancone"

Il giorno dopo la tragedia, le testimonianze degli abitanti e del titolare del bar in cui l'omicida si è recato. "Ha poggiato il caricatore sul bancone, ha ordinato un bicchiere d'acqua e ha chiesto di chiamare i Carabinieri. Poco dopo lo hanno arrestato"

Bar Noris, luogo del delitto di Antonio Lapenna

Sorbolo è attonita il giorno dopo l'omicidio di Antonio Lapenna. Tra i residenti poca voglia di rilasciare commenti, ma nei bar e tra i banchi del mercato del mercoledì popolato proprio nella via Gramsci, non si parla d'altro. Il bar Noris, dove ieri Antonio Lapenna, 50enne originario di Foggia ma residente a Sorbolo da anni, è stato ucciso con un colpo di pistola e la barista è stata ferita gravemente, ha le saracinesche abbassate, è stato messo sotto sequestro dai Carabinieri. Nei tavolini esterni ancora i bicchieri dei clienti e le carte da gioco sul tavolino. Uno scenario che non lascia indifferenti i passanti, che si fermano a osservare il luogo del delitto e i segni sul marciapiede per i rilievi effettuati dalle forze dell'Ordine.

Il presunto omicida, Antonio Muto, operaio 40enne calabrese con precedenti penali, si era recato attorno alle 18,00 al bar e ha freddato la vittima per poi puntare la pistola contro la barista colpendola per poi dileguarsi per le vie del paese. Nella sua fuga si è diretto verso la sua abitazione, prendendo la provinciale, ma fermandosi al Bar Cristallo, e non alla gelateria a fianco come era stato erroneamente riferito inizialmente dagli organi di stampa.

"HA APPOGGIATO IL CARICATORE SUL BANCONE". "Mio marito era da solo nel momento in cui Antonio Muto è entrato nel bar, erano le 18,30 circa - racconta la moglie del titolare del bar dove ieri l'omicida si è recato dopo la tragedia -. Lo ha visto particolarmente agitato, ha poggiato il caricatore sul bancone. Ha ordinato un bicchiere d'acqua e ha chiesto a mio marito di chiamare i Carabinieri. Il nostro bar è lontano centinaia di metri dal bar Noris quindi ancora non si era diffusa la notizia dell'accaduto e mio marito non aveva idea di quanto fosse appena successo. Poco dopo sono arrivati i Carabinieri e lo hanno portato via. A ripensarci dopo ci sono venuti i brividi, non potevamo immaginare che quell'uomo avesse appena ucciso una persona". Tra le testimonianze raccolte in paese anche quella di una barista che lavora a pochi passi dal bar Noris e racconta di essere ancora sotto shock per l'accaduto: "Stavo lavorando e non ho visto nulla, ma ho sentito i colpi e le urla della gente. Siamo ancora tutti molto turbati per quello che è successo".

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