Medesano: Luigi Diomede ha sparato alla compagna dopo averle teso un agguato

E' questa l'ipotesi investigativa alla quale stanno lavorando gli inquirenti che stanno cercando di ricostruire i dettagli dell'omicidio-suicidio, avvenuto nella villetta di Case Vascelli

Luigi Diomede, l'83enne ex architetto milanese che ha ucciso la compagna Giustina e poi ha rivolto l'arma contro sè stesso avrebbe teso un agguato alla donna, appena rientrata in casa dopo aver fatto spesa. E' questa la principale ipotesi investigativa alla quale stanno lavorando gli inquirenti che, dal pomeriggio di ieri, 24 luglio, scandagliano ogni particolare per cercare di ricostruire l'esatta dinamica della tragedia. Stando ai primi riscontri sembra che l'uomo abbia progettato l'omicidio della compagna, sparandole da dietro ad una porta.

L'agguato a Giustina da dietro una porta

Per ora è solo un'ipotesi che andrà verificata ma alcuni elementi farebbero pensare a questa dinamica. Dopo aver ucciso la 65enne Luigi Diomede ha telefonato al figlio, annunciandogli che avrebbe puntato l'arma anche contro sè stesso. Dopo aver chiuso la chiamata con il figlio si è sparato. Erano quasi le ore 13: da lì in poi c'è stato un via vai di ambulanze e auto delle forze dell'ordine, arrivate sul posto dopo essere state avvertite dal figlio Giuseppe.

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Le indagini e i riscontri nella villetta

Poi la lenta processione dei rilievi all'interno della villetta di Case Vascelli: la Scientifica, il Pm, i carabinieri di Parma e di Salsomaggiore. Tutti stanno lavorando per cercare di capire perchè quell'uomo, descritto da tutti come una persona distinta, abbia deciso di premere il grilletto contro la compagna, con lui da anni che lo assisteva ogni giorno, anche e soprattutto da quando soffriva di una grave malattia. 

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