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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca Medesano

Tragedia sulle colline di Medesano: la telefonata al figlio e gli ultimi attimi di vita

Luigi Diomede, poco prima delle 13 del 24 luglio, ha ucciso la moglie Giustina a colpi di pistola: poi ha chiamato il figlio Giuseppe. Poche parole, pochi istanti di comunicazione per annunciare la fine. La telefonata chiusa e il secondo sparo, questa volta contro sè stesso

Pochi secondi per dire al figlio che aveva appena ucciso la moglie Giustina a colpi di pistola e l'annuncio che avrebbe puntato l'arma contro sè stesso. poco prima delle ore 13 di martedì 24 luglio Luigi Diomede ha chiamato il figlio Giuseppe, che vive a Milano. L'uomo si è allarmato ed ha subito cercato di parlare con il padre, ma senza esito. Diomede, ex architetto milanese in pensione, dopo aver chiuso la telefonata ha puntato l'arma contro sè stesso ed ha fatto fuoco.

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La moglie, che viveva con lui da tanti anni e lo accudiva con cura, visto che Diomede soffriva di una grave malattia che ne pregiudicava anche i movimenti, era riversa sul pavimento quando l'83enne ha premuto il grilletto contro sè stesso. La calma di quelle colline che sembrano incantate si è rotto ma nessuno dei vicini ha sentito i colpi di pistola. Subito dopo la chiusura della telefonata il figlio Giuseppe ha chiamato il 118 e le forze dell'ordine, che si sono precipitate sul posto: all'arrivo dei sanitari e dei carabinieri i corpi di Luigi e di Giustina erano già senza vita. Una tragedia, forse della disperazione, annunciata in diretta al figlio con una telefonata: nessun biglietto è stato trovato nell'abitazione. Rimangono solo quelle poche parole dette al figlio, che si trovava a più di 120 chilometri dalla villetta di Case Vascelli

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