Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Omicidio Tommy, Salvatore Raimondi rifiuta i permessi: "Lo faccio per dignità"

"La mia dignità e il senso di colpa mi costringono a rifiutare i permessi, non mi sembra giusto dopo le ferite causate a quella donna", la mamma di Tommy. Il 34enne è in carcere per l'omicidio di Tommaso Onofri

La mia dignità e il senso di colpa mi costringono a rifiutare i permessi, non mi sembra giusto dopo le ferite causate a quella donna (la mamma di Tommy, ndr) anche se la mia volontà era ben differente, come diverse erano le informazioni ricevute dal quel diavolo del mio coimputato". E' un brano, riportato dalla 'Gazzetta di Parma', di una lettera dal carcere che l'ex pugile Salvatore Raimondi, 34 anni - in cella a Ferrara per l'omicidio di Tommaso Onofri, il bimbo di 17 mesi rapito e ucciso sette anni fa alle porte di Parma - ha fatto pervenire al suo avvocato Franco Cavalli.

Un atteggiamento diverso rispetto a quello di Mario Alessi, 52 anni, condannato all'ergastolo per l'omicidio, che partecipa ai corsi da giardiniere nel carcere di Prato, con sullo sfondo l'ipotesi di richiedere il permesso di lavoro esterno "quando i tempi saranno maturi", come ha detto recentemente il suo legale, Laura Ferraboschi. "Rifiutare i permessi mi fa sentire meglio nei confronti della mamma di Tommaso", scrive invece Raimondi, che potrebbe teoricamente usufruirne fra un anno e quattro mesi.


Arrestato il primo aprile 2006 e condannato a vent'anni (era accusato di concorso in sequestro di persona con la morte non voluta dell'ostaggio), ha scontato finora sette anni di carcere, che diventano 8 anni e 3 mesi considerando la cosiddetta liberazione anticipata: 90 giorni annui da detrarre a fine pena, se il detenuto ha una buona condotta. Raimondi chiede di essere trasferito da Ferrara al carcere di Torino, dove c'é una palestra ad hoc che vorrebbe utilizzare per riavvicinarsi alla boxe.

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