Tunisino morto all'ex-Eridania. Accoltellato da 4 connazionali

Omicidio preterintenzionale è l'accusa rivolta ai tunisini sospettati di essere implicati nell'omicidio del 33enne morto assiderato. I due avrebbero aggredito in seguito uno dei testimoni del pestaggio accoltellandolo in viso

Mounir non è morto per assideramento. O meglio, non solo per assideramento. Secondo i rilievi fatti dalle forze dell’ordine il giovane tunisino trovato privo di sensi il 13 dicembre al parco Ex Eridania sarebbe stato aggredito da quattro connazionali. Aggredito e abbandonato. Forse un regolamento di conti per la divisione delle zone per lo spaccio, forse una querelle legate a questioni di denaro. Gli inquirenti ipotizzano che l’omicidio di Mounir sia avvenuto in un contesto legato al mercato degli stupefacenti in città. Il pestaggio però si è rivelato fatale. La ferita alla gamba infatti immobilizzò il giovane maghrebino che, trovato in fin di vita dopo diverse ore dal personale del 118, morì al Maggiore per assideramento.

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Il sequestro e l’aggressione di un altro connazionale avvenuto il 24 dicembre ad opera degli stessi autori sospettati dell’eccidio dell’Ex Eridania sembrerebbe, secondo le forze dell’ordine, provare la tesi della spartizione dei quartieri da parte dei pusher.  L’accoltellamento al volto subito da un altro uomo tunisino, che pare fosse casualmente presente al parco di via Mantova la notte di Santa Lucia, in segno d’intimidazione è avvenuto nei pressi di un kebab in centro. Il ragazzo sarebbe stato inseguito da due auto in corsa e dopo essersi rifugiato nel negozio sarebbe stato sfregiato e caricato in macchina dalla quale è stato poi lanciato durante la marcia a seguito dell’intervento della squadra mobile. Due tunisini sono ora in stato di detenzione presso la casa circondariale di via Burla accusati di omicidio, altri due sono stati denunciati a piede libero per lesioni, mentre gli ultimi due sono stati arrestati per sequestro e lesioni aggravate.

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