Omofobia, Comune e Provincia aderiscono alla rete Re.a.dy: "Al centro la libertà di scelta"

L'obiettivo dell'adesione alla Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per l’orientamento sessuale e identità di genere è sostenere e promuovere azioni concrete finalizzate all’inclusione sociale delle persone omosessuali e transessuali

Sostenere e promuovere azioni concrete finalizzate all’inclusione sociale delle persone omosessuali e transessuali, sviluppare interventi positivi a contrasto delle discriminazioni di genere e per il superamento dei pregiudizi diffusi e persistenti: è con questi scopi che si compie l’adesione di Comune e Provincia alla Rete RE.A.DY. (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per l’orientamento sessuale e identità di genere).

L’adesione alla rete è stata annunciata in una conferenza stampa in Municipio dal vicesindaco Nicoletta Paci e dall’assessore provinciale Marcella Saccani, insieme ai presidenti dei rispettivi consigli, Marco Vagnozzi e Mario De Blasi. “E’ una tappa importante di un percorso che nasce dalla seduta consiliare congiunta, Comunale e Provinciale, del 17 maggio 2013, in occasione della Giornata Mondiale  contro l’Omofobia – ha ricordato Nicoletta Paci – in questo modo le Amministrazioni, in qualità di massime espressioni istituzionali e di rappresentanza politica territoriale, avevano testimoniato l’impegno per la realizzazione di iniziative concrete a contrasto delle discriminazioni di genere e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, proprio nella giornata dedicata alla ricorrenza, promossa dall’Unione Europea. L’adesione alla rete RE.A.DY è un primo passo in questa direzione”.

Nicoletta Paci ha quindi reso noto che a fine mese a Torino (città capofila del progetto) si terrà un incontro per definire azioni, soprattutto in ambito scolastico, che verranno messe in campo da tutti i comuni che hanno aderito. “Continuiamo questo percorso insieme al Comune – ha affermato a sua volta Marcella Saccani – mettendo al centro il tema della libertà: di scelta, di vita, di espressioni sessuali diverse, di pensiero. E lo facciamo per evitare ghetti e gabbie, all’insegna dell’uguaglianza nella diversità”. “Non voglio sentire parlare di “tolleranza” – ha detto a sua volta Marco Vagnozzi – perché è proprio affermando il valore della diversità che si raggiunge l’uguaglianza. E nella nostra azione dovremo essere particolarmente attenti alle problematiche dell’età adolescenziale, perché è lì che si annidano i rischi di sofferenza e di discriminazione”.

Il presidente del Consiglio provinciale Mario De Blasi ha riaffermato la necessità di mettere in campo le istituzioni su questi temi, che hanno valore morale, pedagogico, educativo, soprattutto in situazioni di difficoltà e di degrado, che portano con sé la discriminazione: “Garantire la libertà di tutti – ha concluso – è un compito primario delle istituzioni”.

L’adesione di Comune e Provincia di Parma alla Rete RE.A.DY. rappresenta una concreta opportunità per la creazioni di sinergie costruttive, a livello nazionale ed internazionale, e un modo efficace per sviluppare azioni finalizzate a permettere, alle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgeder, il pieno e reale godimento dei diritti di cittadinanza ed il superamento delle situazioni di discriminazioni nei diversi ambiti della vita sociale e lavorativa. In questo senso vanno anche i provvedimenti sui diritti civili approvati dal Consiglio comunale che hanno un alto valore simbolico, quali l’albo delle unioni civili e, di recente, la cittadinanza civica per i bambini figli di stranieri che nascono in Italia 

Cos’è la Rete RE.A.DY. (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per l’orientamento sessuale e identità di genere)

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Nata nel 2006 su proposta dei Comuni di Torino e Roma nell’ambito del Convegno “Città amiche”, la Rete RE.A.DY. si è costituita per diffondere buone prassi su tutto il territorio nazionale e per valorizzare le esperienze già attuate perché diventino patrimonio comune, non solo degli Amministratori pubblici locali e regionali italiani, ma anche dei partenariati locali di società civile, che collaborano a contrasto delle discriminazioni e per promuovere una cultura dell’accoglienza e del rispetto reciproco, in cui le differenze siano considerate una risorsa da valorizzare. Le finalità della Rete RE.A.DY. sono volte a individuare, mettere a confronto e diffondere politiche di inclusione sociale per le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e trans gender realizzate dalle Pubbliche amministrazioni a livello locale; contribuire alla diffusione di buone prassi su tutto il territorio nazionale mettendo in rete le Pubbliche Amministrazioni impegnate nella promozione dei diritti delle persone lgbt; supportare le PA nella realizzazione di attività rivolte alla promozione e al riconoscimento dei diritti delle persone lgtb.

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