Operai di via Irpino senza stipendio: entro novembre l'anticipo degli arretrati

500 euro a persona come anticipo degli arretrati, gli introiti di un cantiere da 22 mila euro interamente girati agli operai e un incontro sindacale entro il 15 novembre le richieste accolte dai sindacati nella vertenza Immobil house

La protesta degli operai di via Irpino

Primi passi avanti significativi nella vertenza Immobil House. I 14 dipendenti in segno di protesta per la mancata ricezione di 6 mesi di stipendio il 24 ottobre scorso erano saliti sul tetto di un’abitazione in costruzione in via Irpino affiggendo striscioni contro i vertici dell’azienda, il gruppo Tirelli, a capo anche di società come Fecci Costruzioni, Parma Costruzioni, Obiettivo Casa, Arte casa.

Dopo ore di presidio sul tetto, un parziale passo avanti con un incontro alla presenza anche della rappresentanza sindacale e la firma di un accordo con l’erogazione di un assegno circolare di 500 euro a persona come anticipo sugli arretrati. Un incontro in cui le rappresentanze sindacali hanno messo alcuni paletti, come la scandenza dell’8 novembre come termine ultimo per i vertici dell’azienda per versare l’intero importo della commessa del cantiere Sal ai lavoratori, senza passare per la Immobil house. La scelta di erogare direttamente ai lavoratori gli introiti del lavoro è una condizione che i sindacati hanno chiesto e ottenuto per attenuare un periodo critico dal punto di vista economico per i dipendenti, che nonostante mesi di difficoltà per l’assenza degli stipendi non hanno mai smesso di lavorare.

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Altro tassello della vertenza la scadenza del 15 novembre come termine ultimo per fissare un incontro tra sindacati e azienda per stabilire le modalità e i tempi per erogare il saldo degli stipendi arretrati. Dalla firma dell’accordo è emersa anche la decisione di avviare una cassa integrazione ordinaria per il personale operaio e in deroga per il personale apprendista per garantire una copertura finanziaria dei dipendenti sino a fine anno. “L’azienda si è dimostrata finalmente propensa al dialogo - sottolinea Domenico D'Antonio, Filca Cisl -, e dopo una discussione pacata sono state accettate le nostre proposte. Non è tollerabile lasciare persone con famiglie a carico nella condizione di non ricevere lo stipendio per mesi e non avere risposte. Questo è un primo passo importante che anche i lavoratori hanno accolto positivamente”.

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