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Operazione "Ghost Dragon": recuperati 10,5 milioni da un cinese

La Guardia di Finanza ha scoperto l'esistenza dell'evasore che operava nel settore della lavorazione di prodotti tessili e che era del tutto estraneo al fisco, anche grazie a due Suv di proprietà dell'imprenditore

Contrasto al sommerso d’azienda nei confronti di imprenditori cinesi operanti nel settore tessile. E’ questo uno dei tanti filoni investigativi che la Guardia di Finanza sta seguendo con la finalità di far emergere aziende che, pur essendo sul mercato imprenditoriale da diversi anni, risultano del tutto ignote al fisco.

In tale quadro si inserisce una complessa attività di polizia tributaria effettuata dalle fiamme gialle di Parma, che ha consentito di scoprire l’esistenza di un imprenditore cinese, residente ormai da diversi anni a Parma, che operava con la propria azienda dedita alla lavorazione ed al confezionamento per conto terzi  di prodotti tessili senza mai dichiarare un euro al fisco.

Nonostante per l’erario il soggetto fosse un “fantasma”, lo si riconosceva benissimo perchè il soggetto possedeva due Suv, un BMW X5 ed un BMW X6. La verifica fiscale è stata eseguita dai finanzieri anche con l’ausilio dello strumento investigativo delle “indagini finanziarie”, sia nei confronti dell’impresa che di tutti i componenti del nucleo familiare dell’imprenditore, al fine di ricostruire il reale volume d’affari.

Gli accertamenti svolti hanno permesso di rilevare l’omessa dichiarazione di circa 8 milioni di euro di ricavi e violazioni in materia di IVA per oltre 2.500.000 di euro.  L’ingente somma sottratta al fisco, insieme ad una serie di altre irregolarità, ha permesso di denunciare l’imprenditore cinese alla locale Procura della Repubblica per violazioni al D.lgs 74/2000.

Il servizio volto alla individuazione di società gestite da imprenditori cinesi prosegue, anche per il fatto che ad esse sono a volte collegate attività illecite che vanno dalla manodopera clandestina, al lavoro nero nonché alla costituzione ad hoc di imprese destinate ad essere utilizzate esclusivamente come “cartiere” per l’emissione e la utilizzazione di false fatture per operazioni inesistenti.  
 

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