Ordinanza in Oltretorrente, le critiche del Pd: "Perchè non in via Farini?"

I circoli Parma Centro e Oltretorrente sottolineano che il provvedimento che limita la vendita di alcool dopo le 21 solleva "parecchi dubbi per varie ragioni, considerare l'importanza dell'aggregazione"

I circoli del Pd Parma Centro e Oltretorrente criticano l'ordinanza antialcool varata dalla giunta comunale grillina e che prevede limitazioni nella vendita di alcolici dopo le 21 in Oltretorrente e in alcune zone della città.

"L’ordinanza contingibile ed urgente -si legge in una nota- con la quale il Sindaco di Parma, per ragioni attinenti alla pubblica sicurezza e al decoro urbano, ha imposto limiti alla somministrazione di bevande alcoliche in alcune zone del centro, solleva parecchi dubbi per varie ragioni.

"Innanzitutto perché la pubblica sicurezza verrebbe minacciata dalla somministrazione di alcolici in via d’Azeglio e zone limitrofe, in piazzale della Pace, ma non in via Farini o in piazza Garibaldi? Secondo perché il problema sarebbero i contenitori in vetro, ma non gli alcolici serviti in bicchieri di plastica? Perché il decoro e la pubblica sicurezza vengono garantiti impedendo agli avventori dei bar di consumare alcolici – anche se serviti in contenitori in plastica – nelle zone limitrofe ai locali, quando possono comunque consumarli nell’area immediatamente antistante i bar?"

Partendo da queste domande ci poniamo questi dubbi: il problema è il consumo di alcol o l’uso dei contenitori in vetro? E ancora, quali responsabilità hanno gli esercizi commerciali che si trovano esposti, oltre alle difficoltà economiche della restrizione - peraltro praticata in modo discriminatorio, come se a Parma esistessero zone di serie a e zone di serie b - anche a sanzioni derivanti dalla scarsa chiarezza della norma? Infine crediamo che il che il divieto sia facilmente aggirabile, infatti basta portare un paio di lattine da casa ed il gioco è fatto.

Noi riteniamo che lo scopo dell’ordinanza sia assolutamente condivisibile, posto che la sicurezza e il decoro della città e di certe aree deve essere perseguito, così come la tutela del patrimonio artistico del centro. Tuttavia dubitiamo dello strumento utilizzato. Se il problema è legato al consumo di alcol, non riteniamo che un divieto di somministrazione, specie se declinato con disparità di trattamento tra zone, possa risolverlo, visto che sarebbe sufficiente spostarsi da una zona all’altra.

Non solo, riteniamo  che il problema legato all’abuso di alcool interessi, fortunatamente, solo una parte di cittadini, ed in ogni caso ci pare che il tema attenga a problematiche di carattere culturale e di abitudine che ben difficilmente potranno essere risolte o affrontate attraverso un’ordinanza. Se poi il problema è legato ai contenitori in vetro, ci permettiamo di segnalare al sindaco ed alle associazioni di categoria che in altre realtà europee, laddove il consumo di alcolici è certamente elevato  - in Germania per esempio - si ricorre al pagamento di una cauzione al gestore al momento della somministrazione del bicchiere di vetro (1 euro), in questo modo i clienti nel momento in cui restituiscono il bicchiere vuoto, ritirano l’euro di cauzione, questo assicura grandi ritorni di bicchieri di vetro.

Ci pare infine che nel dibattito, pur difficilissimo, non si possa non considerare l’importanza della presenza aggregante di esercizi pubblici e di persone che assicurano maggiore vitalità a quartieri, che altrimenti sarebbero meno controllati e più facilmente soggetti a quei problemi di sicurezza che l’ordinanza, un po’ sommariamente, vorrebbe affrontare".

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