Ordinanza anti-bivacchi, Casa: "Ci si può fermare per ammirare e contemplare"

L'assessore tralascia le accuse di voler colpire i senzatetto che, da anni, trovano riparo sotto i Portici ed insiste invece sul fatto che l'ordinanza vieta solo "l'uso improprio prolungato ed il cibarsi"

Ordinanza anti-bivacchi. Dopo le polemiche scatenate dal provvedimento della Giunta Pizzarotti,  già contestato da presidio di alcuni giovani sotto i Portici della Pilotta l'assessore alla Sicurezza Cristiano Casa interviene sul tema. L'assessore tralascia le accuse di voler colpire i senzatetto che, da anni, trovano riparo sotto i Portici ed insiste invece sul fatto che l'ordinanza vieta solo "l'uso improprio prolungato ed il cibarsi, non il sedersi per riposarsi dal caldo o per consultare la guida turistica". 

LA LETTERA APERTA DELL'ASSESSORE CASA. "Sono stati numerosi i commenti positivi che hanno interessato la nuova ordinanza contro il bivacco, segno che la città ben ne comprende l’utilità. Del resto l’atto è dovuto in conseguenza di una minoranza poco civile di cittadini: non ci sarebbe bisogno di un’ordinanza contro lo sporcare e il deturpare i nostri Monumenti, se non ci fosse chi con cicche di sigarette, cartacce, lattine e residui di cibo inzacchera le scalinate degli stessi. È ancor più dovuta nella misura in cui, nonostante la presenza di cestini in prossimità delle zone soggette all’ordinanza, si preferisce ugualmente gettare per terra i contenitori degli alimenti consumati. Sono dell’idea che in questi casi dovrebbero essere sufficienti il buonsenso ed il viver civile a guidare le nostre azioni, ma laddove buon senso e viver civile vengono superati dalla maleducazione, come amministratori non possiamo che prenderne atto con dispiacere e sanzionare i maleducati. Così si tutela la maggioranza delle persone nei confronti di una piccola minoranza di irrispettosi.

Vietare l’uso improprio prolungato ed il cibarsi – non il sedersi per riposarsi dal caldo o per consultare una guida turistica, non il sostare, non l’ammirare o il contemplare, ma l’uso improprio ed il cibarsi – in prossimità di quattro strutture storiche di Parma – non su tutto il territorio cittadino -, mi pare un prezzo equo rispetto a quanto si chiede, ovvero il non sporcare la città (patrimonio di tutti) e il non degradarne i monumenti, utilizzando i loro accessi come zona di bivacco permanente. In sostanza, se vi è un “uso improprio” delle nostre bellezze, è perché esse devono avere principalmente un “uso proprio”: le scale del Battistero, per intenderci, servono per condurre all’interno della struttura (lo stesso dicasi per quelle del Regio), non come cestino o come zona di relax e svago. Per rilassarsi e svagarsi abbiamo numerosi parchi o giardini pubblici, oltre naturalmente a bar e ristoranti. Monumenti come il Teatro Regio, la Pilotta o il Battistero, sono i principali biglietti da visita della nostra città, per cui tutti noi dovremmo avere una attenzione ed una cura particolare.

Con forme diverse o talvolta molto simili, l’ordinanza non è attiva soltanto nel nostro Comune: nelle altre città è stata adottata da giunte di tutti i colori politici. Con questo, però, non vogliamo dire che Parma si deve adeguare alle politiche degli altri Municipi: significa semplicemente che la maleducazione non ha colore politico, ne’ bandiera. La si deve combattere prima di tutto all’interno del focolare domestico e già in giovane età. L’amministratore pubblico, invece, presuppone sempre di parlare con cittadini consapevoli, e consapevoli che degradare la città, che è di tutti, è sempre un danno agli altri oltreché a se’ stessi.

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