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Nuova ordinanza per i locali: chiusura anticipata a mezzanotte

Manca ancora la firma del sindaco, ma il testo della nuova ordinanza che prevede una riduzione degli orari di chiusura per gli esercizi pubblici c'è già. Ascom e Confesercenti hanno chiesto al sindaco di non firmare

Manca ancora la firma del sindaco, ma il testo della nuova ordinanza che prevede una riduzione degli orari di chiusura per gli esercizi pubblici c'è già. Cosa cambia? Nel testo dell'ordinanza (che fa riferimento al regolamento approvato il 19/02/2013) si legge che "gli esercizi che generano impatto acustico esterno, in quanto utilizzino impianti di diffusione sonora e/o svolgano trattenimenti, che non siano insonorizzati e che inducano stazionamenti della propria clientela all'esterno, salvo che non abbiano adottato adeguati piani di contenimento delle emissioni sonore, devono osservare i seguenti orari: 24 dalla domenica al giovedì e l'una il venerdì, sabato e prefestivi".

In pratica tutti i locali senza le adeguate insonorizzazioni che inducono i propri clienti a stazionare all'esterno - perché si fermano ad ascoltare musica o perché semplicemente si intrattengono fuori - dovranno osservare i nuovi orari. Ma ogni regola ha le sue eccezioni: infatti alcuni locali potranno chiedere "l'autorizzazione a protrarre l'attività di un'ora", si tratta di quegli esercizi virtuosi che nei sei mesi precedenti alla richiesta non sono stati "destinatari di accertamenti di violazioni amministrative o comunque di procedimenti sanzionatori in materia commerciale". Non sono soggetti all'ordinanza tutti quei locali che ospitano i clienti solo all'interno o in dehors chiusi, che sono adeguatamente insonorizzati, e che non inducono lo stazionamento dei clienti all'esterno.

Al momento le associazioni di categoria, Ascom e Confesercenti, hanno chiesto al sindaco di non firmare l'ordinanza per non penalizzare ulteriormente le attività commerciali che già soffrono le conseguenze della crisi. Inoltre il dubbio è che la nuova disposizione sia un modo per ridurre anche i problemi di ordine pubblico presenti in alcuni punti problematici della città, come via D'Azeglio. Quello che lamentano i commercianti, però, è che una tale restrizione di sicuro non risolve il problema che riguarda l'occupazione della strada da parte dei giovani: "Anche se chiudiamo a mezzanotte ci sarà qualcuno che si fermerà in strada con gli amici e il problema resterà - commenta uno degli esercenti di via D'Azeglio - quindi gli interventi dovrebbero mirare alla clientela e non solo ai titolari dei locali".

La nuova disposizione riguarda bar, ristoranti, circoli privati, esercizi commerciali e artigianali di produzione e vendita di beni alimentari che operano all'interno delle zone individuate dall'ordinanza, ovvero: via D'Azeglio, borgo Marodolo, via Inzani e piazzale Inzani, piazzale Bertozzi, borgo Cocconi, borgo Bernabei e piazzale Santa Croce fino alla confluenza con via Kennedy, piazzale della Pace, piazza Ghiaia, piazza Garibaldi, borgo Mazza, via Mameli, via Carducci, via Farini, borgo della Salina, borgo del Carbone e piazzale del Carbone, via Sauro, borgo Tommasini, via Maestri, piazzale della Rosa, piazzale Sant'Apollonia, via Torrigiani, vicolo Cinque Piaghe, vicolo Politi, strada Collegio dei Nobili, piazzale San Lorenzo, vicolo Giandemaria e piazzale XXV Aprile.

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