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L'Ospedale Maggiore di Parma

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Ospedale, Corradi: "Tac insufficente al Pronto Soccorso?"

Il consigliere regionale della Lega Nord ha rivolto un'interrogazione alla giunta per sapere se la presenza di un solo strumento è considerata sufficente per i gravi traumi

La presenza di una sola Tac a disposizione del Pronto soccorso dell'ospedale di Parma è  adeguata alle necessità dell' hub (trauma-center)? E' quanto si chiede il consigliere regionale Roberto Corradi (Lega nord) che ha rivolto un'interrogazione alla Giunta. In particolare, chiede quali misure si intendono adottare al fine di scongiurare che vittime di gravi traumi debbano scontare "tempi di attesa" prima di essere sottoposte ad esami radiologici e neuro radiologici. Inoltre domanda se il gruppo di lavoro regionale incaricato di definire i requisiti strutturali ed organizzativi delle unità operative di neuroradiologia ha ultimato i propri lavori e, in caso affermativo, di conoscere l'esito degli stessi.

"Della promessa riorganizzazione del servizio di neuroradiologia non vi è traccia- si legge in una nota. Infatti detto servizio continua ad essere operativo solo per 65 ore alla settimana (pari al 38 % dell’orario settimanale), restando affidata alla sola reperibilità ben il 62 % dell’orario settimanale (ben 103 ore su 168). La situazione è aggravata dalla presenza presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Parma di una sola TAC funzionante (sono due ma una è stata “disattivata” ed è ferma, per ragioni che non è dato conoscere), che nelle ore notturne e nei festivi risulta l’unica a disposizione dei pazienti ricoverati per grandi traumi per gli esami radiologici e neuroradiologici".

"Se arrivano contemporaneamente più persone- prosegue Corradi- vittime di grandi traumi (come accede sovente negli incidenti stradali), il più fortunato viene sottoposto per primo all’esame TAC, mentre gli altri devono aspettare “in coda” il proprio turno, con il rischio che i ritardi nella diagnostica e refertazione neuroradiologia possano pregiudicare i successivi interventi per salvare la vita dei pazienti".

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