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Ospedale di Borgotaro: l’Unità operativa di Chirurgia Generale fa scuola in Italia

Riconosciuta dall’ACOI centro di formazione nazionale per la chirurgia mini invasiva e laparoscopica. Il direttore Longinotti: “Una metodica che vogliamo incrementare insieme al trattamento laser mininvasivo della patologia varicosa”

La Scuola Speciale ACOI – Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani – di Chirurgia laparoscopica e mininvasiva con sede a Modena, ha riconosciuto l’U.O. di Chirurgia Generale  del Santa Maria di Borgotaro dell’Azienda USL di Parma centro di formazione nazionale per la chirurgia laparoscopica e mininvasiva.

“Per la prima volta – afferma soddisfatto Ernesto Longinotti, direttore dell’U.O. di Chirurgia Generale – la nostra Unità Operativa è individuata  come centro dove i chirurghi corsisti e gli specializzandi possono svolgere il tirocinio pratico, a conclusione del percorso formativo”.

Un riconoscimento, questo, che arriva grazie all’esperienza maturata dall’équipe dell’Ospedale di Borgotaro. E i numeri lo confermano. Solo nei  primi 9 mesi del 2017 sono stati effettuati oltre 700 interventi di  chirurgia tradizionale e laparoscopica (con un + 15% rispetto allo stesso periodo del 2016). Da gennaio a settembre, i 15 posti letto disponibili sono stati occupati dai 757 ricoverati (erano 687 nel 2016), a cui si  sommano gli 84 ricoveri del day hospital, con 2 posti letto. Stabile l’attività ambulatoriale assicurata dall’équipe della Chirurgia: 6.284 le prestazioni erogate nei primi 9 mesi del 2017 a favore di ricoverati e non.

“Un ulteriore dato positivo è la riduzione della degenza media - ricorda Longinotti – che si attesta sui tre giorni, grazie anche al significativo ricorso alla chirurgia mininvasiva laparoscopica, a garanzia di una guarigione più rapida  e, di conseguenza, di dimissioni in tempi brevi. Nel 2017, questa metodica all'avanguardia è stata utilizzata sia per interventi di chirurgia di base che per attività di chirurgia laparoscopica avanzata, cioè più complessa”.

“E’ questa un’attività  - prosegue il direttore - che intendiamo ulteriormente ampliare nel 2018, grazie anche alla disponibilità di una colonna laparoscopica ad alta definizione 4K donata dall’Associazione Insieme per Vivere, che in Emilia-Romagna è presente nelle strutture sanitarie pubbliche solo al Sant’Orsola di Bologna”. “Inoltre – conclude Longinotti – in questi primi mesi del 2018 è iniziata anche una nuova attività ambulatoriale: il trattamento mininvasivo  delle varici con la tecnica laser. Mentre continuerà la preziosa collaborazione con l’Ospedale di Vaio   dove già lo scorso anno abbiamo eseguito una decina di interventi di chirurgia tradizionale ad elevata complessità a favore di persone che necessitavano di terapia intensiva postoperatoria”.

E se nel breve termine l’Unità Operativa è impegnata a dare nuovo impulso alla chirurgia mininvasiva  laparoscopica, nel 2019  terminerà la ristrutturazione del comparto operatorio e la realizzazione di 2 posti di  terapia intensiva post operatoria (TIPO), a garanzia di un’ulteriore maggiore sicurezza del paziente nel decorso post-operatorio. Per questo progetto, sono già stati stanziati dalla Regione Emilia-Romagna 1 milione e 500 mila euro ed è prevista l’assunzione di 2 anestesisti (1 per l’attività di sala operatoria e 1 per la TIPO) e di 10  infermieri (4 per l’attività di sala operatoria e 6 per la TIPO)

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