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Ospedale Maggiore

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Ospedale, protesta del personale non medico: "Basta con turni inumani"

La testimonianza di un infermiere aderente al sindacato Usi-Sanità sezione Parma: "Carenza di dipendenti, turni di riposo saltati per coprirne altri, tempi lunghi per il passaggio di fascia"

"Noi infermieri assieme a tutto il personale, facciamo il massimo per i pazienti. Sempre. Ma non si può tollerare oltre la carenza del numero dei lavoratori. Quanto fatto è a discapito del personale, che subisce più ore di lavoro, con turni inumani, saltando quello di riposo per coprire altri turni. Addirittura a volte, alcuni infermieri vengono prestati ad altri reparti, soprattutto d'estate, quando il problema cresce per la chiusura dei posti letto". Queste le parole di Fabio, infermiere e membro dell'Usi-sanità sezione Parma, sindacato che lotta contro l'emergenza della carenza di personale sanitario non medico dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. Una carenza di personale, secondo quanto affermato da un esponente del sindacato, che si aggirerebbe attorno al centinaio di persone, tra infermieri, OSS, ausiliari.

Problema acuito con l'aumento esponenziale del carico di lavoro, amplificato nelle Terapie Intensive, Rianimazione, Comparti Operatori. Problema non secondario l'aspetto contrattuale del personale: "I contratti a tempo determinato andranno a scadere – afferma –, le graduatorie paiono essere bloccate. In molti hanno un contratto a tempo determinato. Coi ritardi del rinnovo del contratto che la nuova Finanziaria ha portato al 2014 noi subiamo le conseguenze. Dal 2000 a oggi, come potere d'acquisto abbiamo perso in media uno stipendio all'anno e, al 2014 sarà una perdita che arriverà a essere di uno stipendio e mezzo all'anno. In più, i passaggi di fascia sono molto lunghi. Ho dovuto aspettare ben 6 anni per un passaggio di fascia, il doppio del tempo previsto. Ci sono anche piccole cose, che però non ci vengono riconosciute, come il quarto d'ora di consegna, anche se da contratto è previsto. Si nota una politica al risparmio, che tocca non solo il personale, ma i farmaci, i presidi come, ad esempio, i guanti, magari acquistando partite che costano meno ma che si rompono prima. Questa situazione non riguarda reparti come rianimazione o gli altri altamente specifici, dove i presidi sono al top. Ma, se si va vedere nei reparti di lungo degenza o di ortopedia, la situazione è ben diversa, nonostante si cerchi sempre di garantire tutto al paziente".

In attesa di risposte da parte dell'Amministrazione Aziendale, il sindacato chiede un ampliamento dell’organico infermieristico, OSS ed ausiliario sulla base delle graduatorie in essere, di indire bandi di concorso per assunzioni di personale a tempo indeterminato e di ridurre a tre anni il passaggio di fascia, riconoscendo anche il quarto d’ora di consegna, come previsto da contratto. "L'unica via possibile – afferma un esponente del sindacato – è aumentare il numero del personale, ma sino ad allora, chiediamo che, per lo meno, gli straordinari non ci vengano tassati. C'è una paura di esporsi da parte di molti dipendenti – ammette –. Chi, di questi tempi, potrebbe sputare sul piatto dove ha mangiato? Ma si tratta di lottare per i propri diritti".

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