Ospedale Maggiore, l'Usi: "E' il caos, cronica mancanza di personale"

La denuncia del sindacato: "Per coprire turni infermieristici, si è dovuti arrivare ad attingere personale in difetto da cooperative, con il silenzio assenso dei sindacati maggiormente rappresentativi"

Incontro dell'Usi Sanità di Parma, a sinistra Fabio Malandra

Ospedale Maggiore di Parma. Tra ipotesi di tagli di posti letto e condizioni lavorative dei dipendenti le cose non sembrano andare per il meglio. E' quanto denuncia la categoria Sanità dell'Unione Sindacale Italiana, sezione di Parma. A firmare la nota Fabio Malandra, lavoratore della stessa Azienda Ospedaliera. "Per coprire turni infermieristici -denuncia l'Usi- si è dovuti arrivare ad attingere personale in difetto da cooperative".

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"Sulla newsletter dell’Azienda Ospedaliera di Parma -esordisce l'Usi-di venerdì 27 luglio 2012, si può leggere l’articolo “conti in ordine: “La Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria (CTSS) della Provincia di Parma ha espresso parere positivo sul Bilancio di esercizio 2011, il preventivo 2012, il pluriennale di previsione 2012-2014 e il Piano programmatico 2012-2014 dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. La sintesi dei conti sulle principali manovre economiche dell’Ospedale Maggiore è stata presentata all’inizio del mese di luglio, durante l’incontro dell’Ufficio di Presidenza, dal Direttore Generale Leonida Grisendi.

Nel 2011 l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma ha raggiunto l’obiettivo di equilibrio economico-finanziario indicato dalla Regione e ha conseguito, grazie alla razionalizzazione degli investimenti e ad un’efficiente gestione, gli impegni assunti. Il contenimento dei costi ha permesso di costruire bilanci in ordine senza incidere sui livelli di assistenza. Il quadro che ne è emerso è quindi quello di un’Azienda in salute, in grado di fornire servizi di qualità e capace di gestire le risorse in modo appropriato; garanzia questa delle prospettive e degli investimenti futuri. I risultati sono stati ottenuti grazie anche alla programmazione effettuata nell’ultimo triennio con il PAL (Piano Attuativo Locale) che ha assicurato maggiori livelli di appropriatezza al sistema e più qualità”.

Tutti soddisfatti, la cittadinanza può stare tranquilla, sulla carta, in realtà rimane di assoluta incertezza e caos la situazione lavorativa dei dipendenti.
I carichi di lavoro sono divenuti insostenibili, grazie alla cronica mancanza di personale: così, mentre si enfatizza la quadratura dei conti, nulla trapela sulle condizioni critiche lavorative di infermieri ed OSS, o del come mai, per coprire turni infermieristici, si è dovuti arrivare ad attingere personale in difetto da cooperative, con il silenzio assenso dei sindacati maggiormente rappresentativi, aggravando ancor di più le spese. La Spending Review anche a Parma fa sentire il suo negativo influsso: materiali di minore qualità, approvvigionamento dei farmaci al limite, se non al di sotto del minimo di magazzino.

In questo marasma, se non bastasse, si moltiplicano voci, nel periodo estivo difficili da approfondire, di altri tagli sia di personale come il 10% dei famigerati esodati, di ben 400 posti letto (che su poco più di 1000 sono una cifra considerevole), voci che vogliamo sottolineare di corridoio, ma che aumentano, se fosse necessario, la preoccupazione e la rabbia di chi sta subendo ingiustizie, cioè i lavoratori.

Come ultima notizia, il 31 luglio u.s. la direzione aziendale ha indetto una riunione trattante (Azienda – sindacati) urgente proponendo in diverse unità operative la rimodulazione della presenza oraria degli OSS per garantire la copertura dei turni di servizio. Anche in questo caso si brancola nel buio e le notizie, sempre non confermate, parlano di una diminuzione dell’orario di lavoro a sette ore per guadagnare un giorno lavorativo alla settimana da poter gestire unità là dove vi siano mancanze di personale.

Le Organizzazioni Sindacali presenti alla riunione hanno posto indicazione negativa, ma non hanno dato alcuna rassicurazione e notizia ai lavoratori, i quali alla luce dei fatti non sanno nulla di ciò che il futuro ha in serbo per loro. L’USIS (Unione Sindacale Italiana – Sanità),  vista l’incertezza e l’assoluta precarietà del futuro lavorativo dei dipendenti dell’Azienda Ospedaliera di Parma, chiede che sia fatta luce sulle decisioni che si vorrebbero prendere. Per ciò che riguarda in maniera specifica gli OSS vorremo sapere che fine ha fatto la graduatoria concorsuale a tempo determinato, la quale potrebbe essere usata per la copertura dei posti vacanti oggi, per fronte ad una situazione d’emergenza, piuttosto che dopo il periodo estivo come da direttive".

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