Ospedale dei Bambini, il primo giorno di scuola per i piccoli ricoverati

Oggi è il primo giorno di scuola anche per i piccoli pazienti dell'Ospedale dei Bambini "Pietro Barilla" di Parma. Tutto ciò è possibile grazie alla collaborazione tra la Scuola in Ospedale e quella di provenienza

Oggi è il primo giorno di scuola anche per i piccoli pazienti dell’Ospedale dei Bambini “Pietro Barilla” di Parma. Tra gli sguardi incuriositi dei nuovi ospiti, i quaderni già pronti dei frequentatori abituali e il compiacimento dei genitori, maestre e professoresse in camice verde si sono avvicendate nelle stanze, per incontrare gli scolari.

Un contatto diretto, perché nelle corsie l’insegnamento è personalizzato: l’insegnante raggiunge l’alunno nella stanza di degenza o nelle sale comuni del reparto e concorda tempi e modi di svolgimento dei compiti assegnati e degli argomenti trattati nella classe di provenienza. Dopo avere analizzato i bisogni educativi e formativi dell’alunno, il docente adatta l’attività didattica alle condizioni psico-fisiche quotidiane, utilizzando anche strumenti alternativi a libri e quaderni: computer, giochi didattici, schede tematiche, ricerche sul web, visione di filmati, che rendono la lezione più pratica che teorica. Particolarmente coinvolgenti per i bambini sono le esperienze laboratoriali.

Tutto ciò è possibile grazie alla collaborazione tra la Scuola in Ospedale e quella di provenienza, che rimangono in contatto costante. Bambini e ragazzi seguono i corsi, effettuano le verifiche insieme alla propria classe e nello scorso anno ben 3 studenti durante il ricovero hanno preparato l’esame di Licenza Media.

La Scuola in Ospedale è istituita dal Ministero della Pubblica Istruzione. A Parma la scuola primaria (elementare) in ospedale è attiva dal 1950; mentre dal 1995 l’Istituto Comprensivo Ferrari ha introdotto anche la sezione di scuola secondaria di primo grado (media). In continuità con gli anni precedenti, anche per l’anno scolastico 2013-2014 sono 8 le insegnanti: 4 per la scuola primaria e 4 per la scuola secondaria di primo grado. Per la scuola secondaria di secondo grado (superiore) è attivo il progetto Concordia Magistra Vitae, che si avvale di 10 insegnanti volontari delle scuole superiori del territorio.
Un piccolo esercito che nello scorso anno scolastico ha accompagnato nel percorso di apprendimento oltre 800 studenti ricoverati.

L’obiettivo dell’attività didattica è garantire a tutti i bambini e ragazzi presenti all’interno dell’ospedale il diritto all’istruzione, nonostante l’impossibilità momentanea a frequentare la scuola di appartenenza. In particolare, per i bambini che rimangono a lungo nel reparto o che durante l’anno subiscono ripetuti ricoveri, la Scuola in Ospedale rappresenta il filo di continuità con l’ambiente scolastico di provenienza: contribuisce a mantenere vivo il contatto con insegnanti e compagni di classe e consente la prosecuzione del processo di apprendimento. Per i pazienti e le loro famiglie in molti casi il proseguimento dell’attività didattica e di conoscenza è uno sguardo fiducioso al futuro, capace di rinforzare la speranza di guarigione.
E dopo la dimissione? La scuola, in questo caso quella di provenienza, segue il bambino anche a casa, con il Progetto di domiciliazione: gli insegnanti, in collaborazione con la famiglia e insieme al personale sanitario, la psicologa e l’assistente sociale dell’ospedale, aiutano lo studente a riprendere la quotidianità e la malattia ha interrotto. All’interno dell’ospedale di Parma la Scuola è attiva anche in altri reparti specialistici: Ortopedia e Clinica ortopedica, Rianimazione, Medicina d’Urgenza, Centro Ustioni e Medicina Riabilitativa.

“La Scuola in Ospedale – ha detto Leonida Grisendi, direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma – è una solida rete a sostegno dei bambini e ragazzi in difficoltà. Costruita con le maglie delle istituzioni e dell’azione volontaria, e supportata dagli operatori sanitari, è un esempio di come insieme è possibile agire concretamente per garantire i diritti insindacabili dell’infanzia alla salute e all’istruzione”.

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