Ottobre Africano, Cleophas smentisce l'assessore Rossi: "Io 80 mila euro non li ho mai visti"

"Allora mi piacerebbe veramente sapere -scrive il direttore del Festival Ottobre Africano- da dove provengono queste informazioni. Ho tutte le delibere dei vari contributi ricevuti per il festival che sono disposto a mostrare qualora fosse necessario"

Cleophas Adrien Dioma, direttore del Festival Ottobre Africano, smentisce la dichiarazione del vicesindaco Nicoletta Paci e dell’Assessore al Welfare Laura Rossi in merito ai contributi destinati al Festival

“Ho letto -scrive Cleophas- la dichiarazione del vicesindaco, Nicoletta Paci, e dell’Assessore al Welfare Laura Rossi, in merito ai costi dell'Ottobre Africano. Ho cercato in questo tempo, in ogni modo, di non entrare nella polemica voluta dalla nuova amministrazione di Parma. Sono un organizzatore di un festival culturale. Per quasi 11 anni ho lottato per portare avanti da straniero questo bellissimo progetto. E non lo dico per mandarmi “des fleurs fannees”Ma credo davvero che il progetto Ottobre Africano sia stato e sia ancora un progetto valido per la città di Parma e per l'Italia. Per tutto questo tempo io, e con me tutti coloro che hanno lavorato al festival, l'abbiamo portato avanti quasi da volontari.

"Per tutto questo tempo, per quasi 8 mesi, ogni anno, da undici anni, abbiamo lavorato a casa mia per organizzare l’evento perché non avevamo abbastanza soldi per affittare un locale, un ufficio, una stanza. Ma l'abbiamo fatto con passione. Con la pazzia di chi, come me, crede che noi immigrati dobbiamo partecipare ai percorsi politici, culturali, sociali e economici delle città nella quale viviamo. Parma è la mia città. In questa città dove ho vissuto quasi 13 anni ho sempre lavorato nel sociale. Come mediatore culturale nelle scuole, educatore a Samarcanda, organizzatore del festival Ottobre Africano. In questa città ho sempre alzato la mano quando c'era bisogno. E mi sono sempre impegnato a portare avanti il nome di questa città in modo positivo ovunque per conferenze e incontri. È una città che mi ha dato tanto. Questo festival è la mia vita. Ogni anno ho lottato per farlo vivere. Lavorando giorno e notte. Incontrando personeParlando, con gli italiani, con gli immigrati, con le istituzioni. Cercando di fare capire che il festival Ottobre Africano è un esempio di positività, di possibilità, di opportunità. Sì, abbiamo sempre chiesto un contributo alle amministrazioni. Al Comune, alla Provincia, alle Fondazioni Bancarie. 

Il budget del festival non ha mai superato i 20.000 Euro. Per quasi 6 anni l'abbiamo organizzato con 2000 Euro. Dal 2006 al 2008 abbiamo avuto un contributo comunale di 5000 Euro e dal 2009 al 2010 di 20.000 Euro. Nel 2011 abbiamo ricevuto dal Comune 15.000 Euro e nel 2012, con la giunta Pizzarotti non abbiamo ricevuto nessuno contributo. Nel 2013, dopo l'incontro con Nicoletta Paci, ho capito che la nuova amministrazione non aveva nessuna intenzione di dare importanza al progetto Ottobre Africano. Ma per me non era il rifiuto il problema ma il disprezzo verso un progetto che per più di dieci anni portavo avanti. Il vicesindaco dichiara che l'anno scorso avevo chiesto tanti soldi. È una cosa che mi fa un pò sorridere, oggi. Quando si scrive un progetto da presentare per la richiesta di un contributo è chiaro che si mette un budget di previsione di costi. Poi ogni realtà a cui si presenta il progetto decide di finanziare una parte del progetto stesso. L'anno scorso il Comune di Felino ha dato un contributo per due eventi: la giornata con gli scrittori di Alma.blog e la giornata “Educare contro il razzismo” che ha visto la presenza dell'ex Ministra Cècile Kyenge

Io 80.000 Euro non li ho mai visti nella mia vita. Mai. In 15 anni di immigrazione, dodici anni di organizzazione dell'Ottobre Africano, non ho mai ricevuto una cifra così alta. Allora mi piacerebbe veramente sapere da dove provengono queste informazioni. Ho tutte le delibere dei vari contributi ricevuti per il festival che sono disposto a mostrare qualora fosse necessario. Sono però a chiedere al vicesindaco Nicoletta Paci, e all’Assessore Laura Rossi, visto che tanto si sbandiera la politica della trasparenza, di dimostrarmi dove hanno trovato queste informazioni. Tutti coloro che mi conoscono a Parma, sanno che quello che faccio, lo faccio con passione. Con il cuore. E apertura. Sempre disponibile al dialogo. E sempre fermamente convinto che non dobbiamo chiudere la porta a nessuno. Per questo non mi sono mai permesso di commentare pubblicamente il mancato sostegno del Comune di Parma. Dal momento che non c'era interesse verso il nostro progetto ci siamo spostati altrove. Verso Felino, Milano, Roma. Continuando ad organizzare eventi anche a Parma. Chiaramente, sui materiali di promozione, non abbiamo inserito il logo del Comune: perché mettere il logo di un’istituzione che ci ha chiuso le porte? 

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Sono dunque veramente perplesso da queste affermazioni che vado a smentire. Lo faccio per me, per il progetto Ottobre Africano, per tutte le persone che ancora oggi credono nel progetto che nel frattempo sta marciando altrove con gambe robuste. L'Ottobre Africano appartiene alla città di Parma prima di appartenere a me. Qui è nato. Qui per undici anni è stata organizzato. E quindi, mi sento di dire, fa parte della storia culturale di questa città come tutte le altre manifestazioni. Concludendo, sono a chiedere, a titolo conoscitivo, quali sono i servizi alle famiglie, comprese quelle degli stranieri, sui quali il Comune sta investendo”.

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