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Parmigiani tra Macedonia e Grecia in aiuto ai migranti nel campo di Idomeni

Ci sono anche alcuni attivisti parmigiani nella delegazione di 300 attivisti e attiviste che il 25 marzo sono partiti dal porto di Ancona

Tra Grecia e Macedonia per appoggiare e sostenere i richiedenti asilo all'interno del campo di Idomeni. Ci sono anche alcuni attivisti parmigiani nella delegazione di 300 attivisti e attiviste che il 25 marzo sono partiti dal porto di Ancona diretti verso la destinazione. 

Ecco il report della prima giornata al confine - "Il 25 marzo dal porto di Ancona ha preso il via la march #overthefortress, 300 attiviste e attivisti partono destinazione Idomeni. La marcia ha l’obbiettivo di denunciare le gravissime situazioni in cui versano da mesi decine di migliaia di migranti, accampati al confine greco-macedone. La frontiera da più di un mese e mezzo è chiusa e i migranti sono letteralmente incapaci di proseguire oltre. Come se non bastasse con la firma dell’accordo tra Unione Europea e Turchia, dello scorso 18 marzo, di fatto cominciano le prime deportazioni forzate. La confusione rispetto all’accordo e alle sue conseguenze è totale. i primi migranti vengono portati via con gli autobus. La frontiera greco-macedone appare totalmente militarizzata. I migranti in fuga da guerra e miseria continuano ad arrivare, la situazione al campo è drammatica. Le tende non si contano ed occupano un’area vastissima, l’inverno non tarda a passare e il clima è davvero ostile. le condizioni igenico-sanitarie assolutamente insufficienti.

Al campo di idomeni si incontrano moltissimi bambini. molti di questi non hanno mai visto altro: nati e cresciuti fuggendo da un paese all’altro, da un campo ad un altro campo. Le attiviste e gli attivisti decidono di organizzare attività ludiche e ricreative e il campo per un momento si colora dell’allegria e della spensieratezza di questi bambini. Nel campo il lavoro di Medici senza frontiere è encomiabile. Diversi i tendoni allestiti e moltissimi i migranti da curare e assistere. La diffusione di patologie legate ai mesi di freddo e gelo, così come le precarie condizioni di vita, ci dicono molto sull’importanza che hanno nel campo medici e operatori. Le attiviste e gli attivisti della marcia #overthefortress riescono nel pomeriggio a consegnare e distribuire nelle tende tutto il materiale raccolto dalla straordinaria solidarietà dimostrata in moltissimi territori. Vengono consegnati vestiti, scarpe, prodotti per l’igiene personale, articoli per bambini, ecc..

Ad idomeni si sta misurando la tenuta della governance europea e possiamo dire che non solo non si è stato in grado di gestire questa grandissima emergenza umanitaria, ma è saltato ogni meccanismo di garanzia della dignità dei fondamentali diritti della persona. Bloccare e rispedire indietro chi fugge dalla guerra, invece di accogliere, fa crollare i valori solidaristici con cui dovrebbe confrontarsi la “democrazia” occidentale. La politica dei palazzi ha dimenticato le decine di migliaia di persone che cercano di sopravvivere ad Idomeni, la complicità nelle guerre da cui fuggono, l’incapacità dimostrata fino ad adesso nell’accogliere e far fronte alla tragedia umanitaria. Domani ritorneremo al campo di idomeni per continuare ad inchiestare la situazione, per denunciare con forza e rabbia le assurde condizioni in cui versano decine di migliaia di persone, grideremo con forza il bisogno rifiutare e l’innalzamento di barriere e confini, e l’accordo tra Unione Europea e Turchia e ribadire che, da Calais ad Idomeni, si sta giocando una partita che riguarda tutte e tutti noi e non può più lasciare nessuno indifferente"

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