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Carceri al collasso, nuovo padiglione in via Burla: ma mancano gli agenti

Lo ha detto il sottosegretario Caliendo rispondendo a un'interrogazione della deputata Pd Carmen Motta sulla situazione critica di Parma. I lavori cominceranno a dicembre e termineranno nel 2013

"A Parma risultano reclusi 546 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 418 posti e una tollerabilità massima di 665 unità: la situazione di sovraffollamento è dunque significativa e troverà risoluzione solo nel 2013 quando si concluderanno i lavori per l’ampliamento della Casa Circondariale con la realizzazione di un nuovo padiglione da 200 posti per il quale i lavori dovrebbero iniziare nel prossimo mese di dicembre", così il sottosegretario Caliendo che, a nome del Governo, ha risposto all'interrogazione della deputata Pd Carmen Motta sulla situazione del carcere di via Burla.

La deputata ha comunque giudicato insufficienti le risposte del sottosegretario per far fronte alle forti criticità degli Istituti Penitenziari di Parma.

"Non sono previsti risolutivi interventi - ha detto la Motta - per quanto riguarda l’ormai insostenibile carenza di personale di polizia penitenziaria, particolarmente grave a Parma anche in ragione della reclusione di detenuti sottoposti al regime di 41-bis. Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha previsto l’assegnazione nuove unità a conclusione del 163° corso di formazione, senza specificarne il numero: si tratta comunque di poche unità che non risolveranno in alcun modo le forti criticità in più occasioni segnalate dalle rappresentanze sindacali: nel carcere di Parma prestano infatti servizio solo 336 unità a fronte di una dotazione organica di 479".

"Analoga è la situazione del personale con professionalità giuridico-pedagogica (educatori) per i quali rimane la carenza di 4 unità su 5. A questi problemi si aggiunge il mancato pagamento del lavoro straordinario degli agenti penitenziari per ovviare alle carenze di organico".

"La situazione del carcere di Parma - conclude la deputata Pd - resta, dunque, particolarmente critica. Gli interventi previsti dal Governo infatti non consentiranno di risolvere definitivamente né il problema del sovraffollamento né le gravi carenze organiche del Corpo di Polizia Penitenziaria e dei profili professionali educativi e sociali che anzi saranno aggravate dal previsto ampliamento della struttura. L’attuazione del Piano Carceri (L. 199/2010) non può prescindere dalle assunzioni promesse dal governo, per le quali però non c’è ancora la copertura finanziaria".

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