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Pagliari su Villa Alba: "Parma proponga un modello rivisitato di queste strutture"

Il senatore del PD interviene sul caso di maltrattamenti agli anziani ospiti della struttura privata non accreditata e afferma: "Questo episodio è l'ultimo campanello d'allarme relativo ad una situazione che va rivisitata".

Il senatore del PD Giorgio Pagliari interviene sul caso dei maltrattamenti degli anziani a Villa Alba Per cui sono indagate tre donne, la titolare della struttura con madre e sorella, che saranno ascoltate lunedì per l'interrogatorio di Garanzia. 

Pagliari spiega: “Di fronte al dramma di Villa Alba il pericolo è quello di buttare il bambino con l'acqua sporca. Le strutture infatti, residenziali e non, sono necessarie nel quadro di una rete integrata di servizi tanto per adulti quanto per minori incentrata sulla domiciliarità e finalizzata al potenziamento della stessa.

Nondimeno, questo episodio è l'ultimo campanello d'allarme relativo ad una situazione che va rivisitata. La rivisitazione non può non partire dalla selezione del personale, che deve riguardare anche queste strutture private: a nessuno sfugge, infatti che accanto ad operatori e operatrici splendidi risultino lavorare persone irresponsabili. C'è un grande problema di selezione, di formazione e di verifica costante e di controllo che va ulteriormente approfondito. Sono note, sia chiaro, le difficoltà, talvolta anche quantitative, nel reclutamento, ma questo non può esimere dal mantenere alto il livello di selezione soprattutto sul piano delle attitudini psicofisiche e dal rafforzare il processo di formazione continua accompagnato da una verifica costante del comportamento sul campo. Tutto questo si inserisce nel quadro della cosiddetta gestione delle risorse umane. Ad essa va affiancato un sistema di controllo effettivo, severo ed efficace.

La rivisitazione, peraltro, non può non riguardare le “case famiglia”, le condizioni ed i requisiti per la loro costituzione e per la collaborazione con le istituzioni pubbliche, là dove vi siano forme di accreditamento. Ed è questione  che responsabilizza al massimo perché la storia ci insegna che anche strutture di questo tipo possono essere luoghi di sfruttamento e di sevizie: lager contemporanei, in un certo senso.

Perché Parma non prova ad essere pilota proponendo un modello rivisitato (quantomeno) di queste strutture, insieme con misure immediate? Ne ha tutte le qualità. Sarei ben lieto di partecipare a una tale riflessione e di poter essere il tramite per la traduzione in un Disegno di Legge o per tutte quelle modifiche legislative che dovessero risultare necessarie”.

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