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I lavoratori della Pali Italia stamattina davanti ai cancelli

I lavoratori della Pali Italia stamattina davanti ai cancelli

Pali Italia, le richieste dei lavoratori all’azienda: attesa per l’incontro di domani

Dopo una serie di incontri istituzionali tra l'azienda e la Provincia, i lavoratori presentano un documento di richieste, per prorogare la cassa integrazione, ridimensionare gli esuberi e favorire la mobilità volontaria con incentivi

Uno sciopero che non si ferma neanche nei giorni di festa quello portato avanti dai lavoratori della Pali Italia che dopo l’incontro del 5 maggio scorso nella sede dell’Upi tra i vertici dell’azienda e i rappresentanti della Provincia, attendono l’ultimo appuntamento, quello decisivo, fissato tra una settimana. Dopo gli ultimi incontri conclusi con una disponibilità all’apertura da parte dell’azienda, i lavoratori, tramite i rappresentanti sindacali, hanno presentato un documento con le richieste avanzate all’azienda. Contro i prospettati esuberi per 67 persone e incentivi giudicati inesistenti, i lavoratori chiedono maggiori tutele e condizioni favorevoli per una mobilità volontaria, oltre alla proroga della cassa integrazione che, se non dovesse essere rinnovata, scadrà entro fine mese. Domani alle ore 16 si terrà un incontro presso la sede dell'Upi: sarà quello decisivo. Se l'azienda non accetterà le proposte dei lavoratori sarà mancato accordo e la cassa integrazione non verrà rinnovata. "L'azienda -dichiara Boniello, in presidio stamattina davanti ai cancelli di Pizzolese- ha chiesto che ci siano un certo numero di volontari per la mobiltà. Solo se si raggiungerà questo numero la cassa integrazione verrà rinnovata per tutti". 

A sollecitare i vertici della Pali Italia su un ridimensionamento degli esuberi e una maggiore tutela per i lavoratori anche l’interrogazione presentata da Patrizia Maestri al ministro Poletti: “L’azienda ha certamente bisogno di avviare un piano di ristrutturazione anche a fronte del calo della domanda di mercato ma è inaccettabile che rinunci a ricorrere ai previsti ammortizzatori sociali se non a fronte dell’accettazione di oltre settanta esuberi: famiglie che resterebbero da un giorno all’altro senza reddito e senza prospettive. Questo è veramente incomprensibile”.  Ora l’attesa è per domani 8 maggio, quando davanti alla sede dell’Upi si raduneranno tutti i lavoratori della Pali Italia, per conoscere l’esito della vertenza a un giorno dalla scadenza dei 30 giorni con mancato accordo. In assenza di rinnovo della cassa integrazione e di misure che limitino i tagli annunciati, si prospettano pesanti ricadute sociali secondo i sindacati, non solo per il futuro occupazionale dei lavoratori della Pali Italia e delle loro famiglie, ma per un territorio già segnato dalla chiusura di numerose imprese.  

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