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Pali Italia, stipendi non pagati: i lavoratori occupano la fabbrica

Da lunedì 24 novembre i lavoratori hanno indetto uno sciopero ad oltranza davanti ai cancelli dell'azienda di Pizzolese, rimasta senza guida dopo le dimissioni dell'intero Cda: la fabbrica di Pizzolese è stata occupata dai lavoratori: "la Pali Italia non può morire"

Pali Italia a Pizzolese. Da lunedì 24 novembre i lavoratori hanno indetto uno sciopero ad oltranza davanti ai cancelli dell'azienda per reclamare il pagamento degli stipendi arretrati di ottobre e di novembre, ormai in scadenza. Ma soprattutto sono preoccupati del loro futuro: 79 famiglie che rischiano di perdere una forma di sostentamento.

L'azienda è rimasta senza guida dopo le dimissioni dell'intero Cda nella giornata di venerdì 21 novembre. Da stamattina, mercoledì 26 novembre alle ore 8, la fabbrica di Pizzolese è stata occupata dai lavoratori che hanno deciso di attuare questa forma di protesta per rivendicare i propri diritti. Gli operai della Pali Italia, ex Tecnopali qualche mese fa furono protagonisti di una serie di mobiitazioni contro i licenziamenti annunciati dalla proprietà: dopo presidi, incontri, Tavoli istituzionali e proteste si giunse ad un accordo per la mobilità volontaria di alcuni lavoratori. Oggi i 79 dipendenti rimasti stanno protestando e sono scesi ancora in strada: all'interno dell'azienda i lavoratori effettueranno i turni per essere presenti giorno e notte.

 

"I lavoratori hanno occupato la fabbrica di via Pizzolese a Parma -sotto. linea Alberto Boniello della Fiom di Parma. Ad Anagni i colleghi stanno portando avanti analoghe iniziative, scioperi e manifestazioni in città. I lavoratori della Pali Italia chiedono prima di tutto il pagamento dello stipendio: abbiamo in arretrato lo stipendio di ottobre e in scadenza quello di novembre. Siamo preoccupati dello stallo della proprietà poichè al momento l'azienda non ha un Consiglio di Amministrazione, I lavoratori credono in quest'azienda perchè è arrivato tanto lavoro rispetto ad un anno fa. Riteniamo che si debba fare qualsiasi cosa per appoggiare i lavoratori. La Tecnopali non può morire: dobbiamo portare avanti questa gloriosa azienda. La Fiom si è rivolta al sindacato nazionale per portare al Ministero un Tavolo di protesta e presto saranno coinvolti i riferimenti nazionali delle altre organizzazioni sindacali". 

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