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Via Spezia, senza stipendi da mesi: i lavoratori protestano ai cancelli

Sono scesi da poco in strada i lavoratori della Pandea, l'azienda alimentare specializzata nei prodotti da forno che da mesi non corrisponde lo stipendio ai dipendenti, in sciopero già da quattro giorni

Sono scesi da poco in strada i lavoratori della Pandea, l’azienda alimentare specializzata nei prodotti da forno che da mesi non corrisponde lo stipendio ai dipendenti, in sciopero già da quattro giorni. Con questa azione le rappresentanze sindacali e i lavoratori stessi intendono richiamare l’attenzione pubblica su un problema drammaticamente sempre più diffuso anche nel nostro territorio e sollecitare chi di competenza affinché si intervenga a sbloccare la pesante vertenza.

"Dopo 4 giorni di sciopero ad oltranza -si legge in una nota della Flai Cgil- l'assemblea dei lavoratori ha confermato la mobilitazione per ottenere il pagamento degli stipendi di ottobre. Questa mattina si è svolto anche un presidio davanti ai cancelli dell'azienda e in via La Spezia, per rivendicare il diritto alla retribuzione. Da diversi anni l'azienda vive una crisi di liquidità che la porta a ritardare pagamenti e versamenti contributivi (previdenza integrativa, fondo sanitario integrativo). Ci sono stati anche blocchi di produzione per mancanza di materie prime. I lavoratori, oramai esasperati, non credono più alle promesse aziendali di nuovi capitali in arrivo, annunciate anche alle istituzioni riunite ad aprile scorso al tavolo di crisi. A questo punto occorrono i fatti e in particolare il pagamento di tutte le spettanze dovute".

Dichiarazione del segr. gen. FLAI CGIL di Parma, Luca Ferrari, sulla vertenza Pandea: “Quello che stupisce in questa vertenza è la totale inaffidabilità della proprietà, ossia della famiglia Malgara. Non si possono tenere sulla corda per anni centinaia di dipendenti tra Parma e Borghetto Avio (TN) privandoli nel contempo dei diritti più elementari, quali la retribuzione e i versamenti contributivi. Ad aprile scorso, davanti alla Provincia di Parma Giulio Malgara si mostrò ottimista e annunciò capitali freschi in arrivo, qualche mese fa si iniziò a favoleggiare di sceicchi disposti ad investire nell'azienda, ad oggi nulla si è realizzato. Anche nei ritardi dei pagamenti l'azienda si dimostra non corretta, visto che discrimina tra lavoratore e lavoratore, pagando prima alcuni e dopo altri”.

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