Nuovo parcheggio via Kennedy, il Comitato: "Il mostro è inaccessibile"

Il nuovo parcheggio di via Kennedy è stato segnalato - dall'associazione Lotta Barriere Architettoniche insieme al comitato Leggere tra le Ruspe - come un "mostro inaccessibile" in quanto, come evidenziano le fotografie, i bagni per disabili sono alquanto scomodi al punto da "non consentire la minima possibilità di manovra a una carrozzina" questo tipo i disagi comporterebbe quindi "l'assenza di applicazione delle misure minime previste dalla legge 13/1989".

Il nuovo parcheggio di via Kennedy è stato segnalato - dall'associazione Lotta Barriere Architettoniche insieme al comitato Leggere tra le Ruspe - come un "mostro inaccessibile" in quanto, come evidenziano le fotografie, i bagni per disabili sono alquanto scomodi al punto da "non consentire la minima possibilità di manovra a una carrozzina" questo tipo i disagi comporterebbe quindi "l'assenza di applicazione delle misure minime previste dalla legge 13/1989".

Le due associazioni in precedenza si erano occupate degli ostacoli per l'acceso ai disabili nel plesso Universitario di Via D'azeglio.

COMUNICATO -Lo scorso anno abbiamo segnalato, con l'aiuto dell'Associazione Lotta Barriere Architettoniche, i numerosi ostacoli all'accesso nel plesso universitario di via D'Azeglio. Insieme a loro abbiamo visitato recentemente il contestato “mostro di via Kennedy”, con l'intento di verificare l'accessibilità dei bagni per disabili, contrassegnati con l'apposita targhetta segnaletica.

Sin dall'inizio dei lavori per il parcheggio sotterraneo, avevamo segnalato ai nostri concittadini il danno provocato dalla nascita di una struttura in prefabbricato a ridosso dell'Ospedale Vecchio, il principale edificio storico dell'Oltretorrente, iscritto nell'elenco dei Monumenti Nazionali e sottoposto ai massimi vincoli di tutela. Ci è parso incredibile quello che abbiamo purtroppo riscontrato una volta entrati nel fabbricato progettato dall'architetto Quintelli.

Come potete vedere nelle foto, salvo in un caso, i bagni per disabili non sono accessibili, poiché non consentono la minima possibilità di manovra a una carrozzina. La presenza di un maniglione di appoggio e di altri ausili serve a ben poco, in assenza delle misure minime previste dalla Legge 13/1989. Ricordiamo che la conformità alle norme della Legge 13/1989 – e quindi la completa accessibilità, richiesta per gli edifici nuovi – è una delle condizioni essenziali perché sia concessa l'agibilità. L'apertura di una struttura al pubblico in mancanza di tale condizione crea una discriminazione tra gli utenti della stessa. Alcune rassicurazioni verbali giunte dal personale dell'Ateneo fanno intravedere la possibilità di sistemazione del danno. Nella migliore delle ipotesi, le spese necessarie andranno a gravare sugli appositi fondi, e aumenteranno i costi sostenuti dalla collettività per questa costruzione.

Le già ridotte risorse destinate a sanare i problemi di accessibilità (il 2% dei fondi ordinari dell'Università di Parma) dovranno dunque essere destinate ad un'opera recentissima? Considerati i tempi molto lunghi e le spese non piccole per la soluzione di tali problemi, se è comprensibile che un edificio antico presenti problemi di accessibilità, questo è inaccettabile in una nuova costruzione. Ad ottobre 2014 il Comune di Parma ha concesso lo spazio pubblico della Crociera dell'Ospedale Vecchio per un evento a cura dello stesso professor Quintelli, nel frattempo nominato Pro-Rettore con delega per l'Area Edilizia e Infrastrutture dell'Università: in questa circostanza sono stati pubblicizzati progetti di amplissimo respiro, che comportebbero stravolgimenti importanti in tutto l'Oltretorrente (Progetto "Mastertown", "Campus dell'Oltretorrente": in quel momento non si parlava ancora del tentativo di sgombero dell'ArtLab). Pensiamo che prima di trattare temi così delicati e generali, sarebbe opportuno pensare con maggiore accuratezza a problemi importanti, anche se poco appariscenti, quali quelli mostrati nelle immagini o, in alternativa, porvi rimedio con la massima sollecitudine.   Comitato utenti Biblioteche “Leggere tra le ruspe”

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