Dsevod, il parco dimenticato. "Ce ne siamo presi cura, ma ora tocca al Comune"

Fino a poco tempo fa c'erano solo spacciatori, degrado e incuria. Oggi restano i segni della scarsa manutenzione ma Andrea Giudici e Matteo Brizzi, due giovanissimi studenti parmigiani, se ne sono presi cura fino ad ora. Ma ora tocca al Comune

Fino a poco tempo fa c'erano solo spacciatori, degrado e incuria. Oggi restano i segni della scarsa manutenzione ma confrontando le foto odierne con quelle di un mese fa si vede che qualcuno è intervenuto per migliorare la situazione. Parliamo del parco Dsevod, una piccola area verde in via Gulli, una laterale di viale Vittoria. Sono stati Andrea e Matteo, due giovanissimi studenti parmigiani, a segnalarci lo stato di abbandono in cui versa questo piccolo angolo di città e sono stati loro a prendersene cura finora.

Questa storia inizia a marzo quando i due 20enni passeggiando nelle strade del quartiere in cui vivono hanno scoperto per caso il parco: "Ci è sembrata un'area perfetta in cui portare i nostri cani dal momento che abitiamo lì vicino, ma da subito ci siamo resi conto che avremmo dovuto affrontare diversi problemi tra cui prima di tutto la presenza degli spacciatori", spiegano i ragazzi. Infatti, probabilmente per la posizione abbastanza "appartata", il parco era il luogo di frequentazione di soggetti poco raccomandabili che non vedevano di buon occhio nuove presenze in quello che era il loro mercato del lavoro. Per questo Matteo e Andrea, prima della retata che il 25 marzo scorso ha portato all'arresto di cinque giovani che spacciavano nell'area verde, non hanno mai messo piede al Dsevod, avvertiti anche da chi ci era entrato ed era stato minacciato con una catena.

Dopo gli arresti, però, la musica è cambiata e i due giovani sono tornati nel parco decisi a frequentarlo con i loro amici a quattro zampe. Una decisione che gli è costata qualche fatica perché tra tombini scoperti, buche nel prato e l'intera area allagata per l'otturazione degli scarichi il Dsevod di sicuro non era praticabile. "Abbiamo segnalato più volte al Comune che il parco aveva bisogno di manutenzione e, dal momento che non ci sono giochi per i bimbi né spazi adatti ai più piccoli, abbiamo chiesto di convertirlo in un'area verde per cani", racconta Matteo. Ma per ora dal Comune non c'è stata alcuna risposta concreta.

Nel frattempo, di fronte alla necessità, i due 20enni non si sono tirati indietro e guanti alla mano hanno spurgato i tombini otturati, hanno ripulito il parco da vetri e rifiuti vari, riparando dove possibile quello che c'era da aggiustare. Oggi l'area verde è praticabile, ma l'erba alta, gli scarichi scoperti e gli irrigatori rotti, sono un segno evidente della necessità di un intervento urgente. Anche la chiusura automatica del cancello elettronico deve essere regolata in modo che non ci siano spiacevoli incidenti, come quello capitato la settimana scorsa quando Andrea è rimasto chiuso dentro perché i cancelli si sono chiusi alle 22 anziché alle 24.

"Per cercare di portare questa situazione all'attenzione dell'amministrazione - spiega Matteo - stiamo facendo una raccolta firme, al momento ne contiamo 100 ma siamo sicuri che questo numero crescerà. Anzi chi vuole aiutarci può madare una mail a: boris.mila@libero.it". Dopotutto fino a quando il parco è frequentato dai cittadini non ci saranno problemi di sicurezza e gli spacciatori non se ne potranno riappropriare, ovviamente per fare questo bisogna dare la possibilità a chi porta lì il proprio cane di usufruire di un luogo in cui c'è un minimo di manutenzione.

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