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Parma, spaccio in aumento: "Chiediamo aiuto ai cittadini"

L'anniversario rappresenta l'occasione per sciorinare i numeri dell'attività investigativa. Il comandante Zuccher: "Nessuno può tirarsi indietro"

"L'Arma parmigiana procede investigativamente per quasi il 79% di tutti i delitti denunciati nel territorio - spiega Massimo Zuccher, comandante dei Carabinieri che lascerà il comando provinciale di Parma tra qualche mese -  a significare l’elevato impegno dei reparti nell’accoglimento delle persone in difficoltà e nel perseguire ogni tipologia di delitto di concerto con la Procura della Repubblica guidata dal dott. Antonio Rustico": Il discorso si è tenuto davanti alle autorità durante la celebrazione del 203esimo anniversario fondazione dell'Arma dei carabinieri. "L’attenzione alla criminalità, anche quella organizzata ovviamente, ha condotto anche nell’ultimo anno a risultati di rilievo, con la denuncia a piede libero di oltre 3.000 persone, l’arresto di 470, il sequestro di beni per 2 milioni di euro, il recupero di 218 armi da fuoco, non di rado da guerra, e la cattura di latitanti, in italia e all’estero.

Al riguardo, l’anno scorso avevamo rimarcato la nostra determinazione a non dimenticare gli autori di delitti efferati quali quello dell’omicidio di Alessia Della Pia. Una promessa che riteniamo mantenuta con il recente rintraccio e arresto del suo autore in tunisia. Rilevante è stato anche quest’anno l’impegno nel settore del contrasto al traffico e allo spaccio di droghe con la segnalazione alle competenti autorita’ di 343 concittadini dediti all’assunzione di sostanze illegali, l’arresto di 144 spacciatori di strada, la denuncia in stato di libertà di ulteriori 122 e il sequestro di 43 kg di stupefacenti di varia natura - spiega Zuccher -. Particolare considerazione si è continuata a rivolgere anche ai reati in materia di violenza di genere, per i quali con il qualificato contributo dell’associazione Soroptimist, è stata creata, presso questo comando, una moderna sala per l’accoglienza e l’ascolto delle vittime di tali delitti. Nel campo delle specialità dell’Arma, ricordiamo come il Reparto investigazioni scientifiche di Parma abbia condotto nell’anno oltre 4.900 indagini tecniche in tutto il nord italia, delle quali 123 per fatti di sangue. Nei settori della tutela del lavoro, della vigilanza del comparto agro-alimentare e della tutela della salute, i nuclei carabinieri per la tutela del lavoro, antifrodi comunitarie e antisofisticazioni e sanità di Parma, nelle quasi 3000 ispezioni complessivamente condotte hanno individuato oltre 400 violazioni alla normativa sul lavoro, proceduto al sequestro di 600 tonnellate di prodotti, segnalato alle autorità giudiziarie ed amministrative più di mille persone. Nell’ambito della tutela all’ambiente, il gruppo carabinieri forestali nei primi cinque mesi del 2017 ha tratto in arresto 3 persone e denunciate ulteriori 8, eseguendo oltre 1.000 controlli a tutela degli ecosistemi forestali e della fauna, dalla bassa padana alle piu’ meridionali cime appenniniche.

Fatti che riteniamo un tangibile risultato del costante sforzo di tutti i carabinieri per limitare quella percezione d’insicurezza, purtroppo ancora avvertita in talune aree della provincia. Uno sforzo per il quale nel solo ultimo anno 51 carabinieri sono incorsi in infortuni per essere stati oggetto di aggressioni e lesioni a dimostrazione di una abnegazione e di una passione per il proprio servizio mai doma. Il commissario europeo alla Sicurezza ha recentemente evidenziato come in tutta europa la possibilità per taluni criminali di non incorrere nelle maglie della giustizia, conti anche sulla inconsapevole complicità delle vittime che non denunciano i problemi. Ebbene se siamo intenzionati ad aprire una condivisa valutazione futura sulla sicurezza dobbiamo invertire tale possibile tendenza, tutti comprendendo che la costruzione della nostra capacità di resistenza, di prevenzione e individuazione dei criminali passa senza dubbio attraverso la volontà di ogni singolo cittadino nel fare l’unica cosa giusta: denunciare i fatti alle forze di polizia; non esistono, purtroppo, scorciatoie. Solo in questo modo, infatti, si potrà permettere alle forze dell’ordine di comprendere l’esatta dimensione dei fatti, perseguire penalmente i colpevoli, pianificare correttamente i servizi, individuare le più efficaci metodologie di intervento sul territorio, senza dover inseguire rappresentazioni della realta’ basate su esperienze personali o riferiti colorati racconti, di per se stessi fuorivianti o riduttivi".

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