Chiuse le indagini della Procura Federale per il crac Parma: 25 deferimenti

"Gestione antieconomica, squilibrio strutturale, perdite sempre più cospicue nonostante le plusvalenze fittizie" scrive la Gazzetta dello Sport. Ghirardi rischia la preclusione, mentre Leonardi potrebbe ricevere diversi anni di squalifica

PARMA - Tutti a processo: il crac Parma rimbomba ancora a distanza di mesi, e rimbomberà forse per sempre, avrà un'eco interminabile e più passeranno gli anni, più forse, si spera, sarà fatta chiarezza. La Gazzetta dello Sport ha rilanciato la notizia: indagini chiuse, 25 deferimenti in arrivo, ce ne sarà per tutti. "Ex amministratori, organi di controlli, soci: tutti, chi più chi meno, hanno avuto un ruolo nel penoso fallimento del Parma; tutti finiranno a processo. Dinanzi al tribunale fallimentare e, presto, a quello sportivo". La Procura Federale guidata da Stefano Palazzi ha chiuso le indagini facendo sapere che tra i 25 deferiti, ci sono anche due società che hanno avuto a che fare con il Parma: Genoa e Lazio, per il trasferimento di Rosi e Parolo. Ovviamente, secondo la Procura, i due tesseramenti avrebbero violato le norme della Fgic, e quindi, nella figura di Lotito, presidente biancoceleste, e Alessandro Zarbano, Ad del Genoa, le due società verranno chiamate in causa. "Gestione antieconomica, squilibrio strutturale, perdite sempre più cospicue nonostante le plusvalenze fittizie - scrive la Gazzetta dello Sport - per la sistematica violazione dell'articolo 1 bis del Codice di giustizia sportiva". Imminenti i deferimenti a 23 soggetti e due società che quindi sono coinvolte per responsabilità diretta, per le quali ci sarà ammenda. Cosa rischiano invece quelli del Parma? I responsabili "con perdite sempre più cospicue (...) nonostante le plusvalenze fittizie" rischiano la preclusione, nel caso di Tommaso Ghirardi, e  anni di squalifica, per Pietro Leonardi che "ha personalmente contribuito ad affossare il Parma ottenendo un finanziamento di 1,2 milioni di euro che sono in parte ha restituito, (...) con denaro ricavato da un aumento di stipendio, che si diede da sè", scrive la Gazzetta. 

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