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Crac Parma: richiesto un risarcimento da 735 milioni per una società in dissesto dal 2013

Secondo i curatori fallimentari, portata avanti un'insana politica gestionale che ha trasformato la società sportiva, in una impresa commerciale - I legali di Ghirardi: 'Notizia priva di fondamento'

30 giugno 2013, una data importante che forse nessuno conosce come tale. In quel giorno, quando l'esercizo contabile viene chiuso e il bilancio della società 'approvato', il Parma di Tommaso Ghirardi era già in dissesto e, di fatto, fallito. Perché 42,5 milioni di euro di rosso, sono tanti e il patrimonio era già sotto di una cifra spaventosa. L'unica cosa da fare sarebbe stata quella di portare i libri in tribunale, e dichiarare fallita la società, cosa che poi successe il 19 marzo di due anni dopo, 2015, quando la situazione era allo stremo delle forze ed era diventata un po' insostenibile per tutti. Un anno fa, il passivo era diventato spropositatamente grande per le forze di gestione di una piccola società come il Parma, sempre, a detta dei responsabili, modello virtuoso e da prendere come esempio. Con il passare del tempo, il patrimonio della società si è deteriorato, per un ammontare di 735 milioni di euro, secondo le operazioni di Angelo Anedda e Alberto Guiotto, i due curatori fallimentari che, nel contempo, chiedono il sequestro l'ammontare di una somma così ingente da sottrarre a 17 persone (presumibilmente ex amministratori della società).

NOTA DI TOMMASO GHIRARDI - "Il Signor Tommaso Ghirardi, per il tramite dei propri legali, intende rendere alcuni chiarimenti in merito alla notizia apparsa oggi sulla stampa, secondo cui il danno richiesto dal fallimento del Parma Calcio a ex amministratori e sindaci della società di calcio sarebbe pari a 735 milioni di Euro. La notizia è priva di ogni fondamento. I curatori fallimentari hanno ritenuto di computare il danno in questione in Euro 60 milioni, come è bene specificato nell’atto giudiziario: "sembra pertanto congruo stimare prudenzialmente il danno subito dalla Società (...) in almeno 60 milioni di Euro". Di quel danno sono per ora ritenuti responsabili, in tutto o in parte, 17 persone. Questo non significa che l'importo del danno imputato a ciascun destinatario della richiesta risarcitoria vada cumulato o sommato agli altri, per portare alla mostruosa cifra di 735 milioni di cui si è letto su alcuni giornali. La richiesta di danno, infatti, è e resta di Euro 60 milioni a prescindere dal numero delle persone chiamate a risponderne.  
Si tratta di un importo comunque enorme ed in merito a questa richiesta del Fallimento, il Signor Tommaso Ghirardi si difenderà all'interno del processo.

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