Parma è giallo-plus: ecco tutte le nuove limitazioni da sabato

Dalle chiusure dei centri commerciali nel fine settimana all'attività sportiva, che dovrà essere effettuata nelle aree verdi e non nei centri storici

Parma e l'Emilia-Romagna sono tra i territori in cui, da ieri, sono giallo-plus: la muova ordinanza di Bonaccini, infatti, porta nuove restrizioni nei territori allo scopo di evitare il passaggio alla zona arancione. Per riassumere nella nostra città - a partire da sabato 14 novembre

  • Non è permesso passeggiare nelle strade e nelle piazze del centro storico, l'attività sportiva si può effettuare nelle aree verdi
     
  • Sono chiusi il sabato i centri commerciali e gli outlet; si salvano, alimentari, farmacie, tabaccherie ed edicole; la domenica e i festivi "è vietato ogni tipo di vendita, anche dei piccoli negozi e dei negozi di vicinato, ad eccezione delle quattro categorie
     
  • Nei negozi può entrare "una persona per nucleo familiare, salvo per accompagnare soggetti con difficoltà o minori di 14 anni"; nei centri commerciali e nei supermercati "va favorito l’accesso degli anziani oltre i 65 anni nelle prime due ore di apertura"
     
  • I bar e i ristoranti restano aperti fino alle 18, ma dalle 15 si può consumare solo seduti, dentro o fuori dai locali, in vigore anche le limitazioni all’interno e all’esterno dei locali: massimo quattro a tavola, a meno che non si sia congiunto, e obbligo di mascherina quando ci si alza.

Accanto a queste ci sono le limitazioni alle fiere e ai mercatI e si valuta una stretta anche in altri territori: dopo gli assembramenti dello scorso fine settimana per la gita fuori porta, in tutta Italia sono stati predisposti controlli delle forze dell’ordine sui litorali e nelle località di campagna e montagna con l'obiettivo di evitare che le persone stazionino nei luoghi, al chiuso, ma anche all’aperto.

La decisione sul passaggio di alcune regioni da zona gialla ad un grado maggiore di allerta, con restrizioni più dure, sarà presa oggi dopo l'analisi settimanale dei dati, conferma il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia, che oggi ha incontrato anche i rappresentanti dei sindaci e delle Province per un punto su sanità e Covid hotel. Ma, come sempre, alle Regioni verranno date - nel caso - almeno 24 ore di tempo per organizzarsi. 

Intanto in serata è stato ufficializzato l'incarico dato dal ministro Boccia al commissario Domenico Arcuri di "attivarsi, d'accordo con Regioni e Comuni, e mettere a disposizione il più alto numero possibile di Covid Hotel per ridurre la pressione sui reparti ospedalieri e curare i contagiati senza sintomi gravi che hanno difficoltà a restare in isolamento domiciliare". L'obiettivo è di avere un Covid Hotel in ogni provincia del territorio nazionale, pari a 110 strutture dove fare confluire i contagiati con sintomi non gravi. Le linee guida per i medici che seguono i pazienti a domicilio, reclamate da mesi a gran voce dai camici bianchi, e annunciate ieri dal presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, sembrano essere ora in dirittura d'arrivo. La bozza del documento, stando a quanto si è appreso, sarebbe già pronta. 

Ma fino a quando? L'idea del premier è che sia possibile reggere con il sistema delle zone rosse e arancioni senza arrivare a decretare il lockdown nazionale o generalizzato. Questo però può avvenire soltanto se i numeri daranno ragione a Palazzo Chigi nei prossimi giorni, si raggiungerà a breve il picco dell'epidemia e il numero dei contagiati comincerà a scendere.

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