Parma Infrastrutture, il Comune risponde ai sindacati: "Nessun trattamento privilegiato"

L'Amministrazione Comunale interviene in merito alla lettera aperta dei sindacati della funzione pubblica CGIL, CISL e UIL in cui si critica l'atto unilaterale del Comune di Parma in merito allo stanziamento del fondo per la produttività, con particolare riferimento agli incentivi previsti nel progetto speciale per i dipendenti comandati alla società "Parma Infrastrutture"

L’Amministrazione Comunale interviene in merito alla lettera aperta dei sindacati della funzione pubblica CGIL, CISL e UIL in cui si critica l’atto unilaterale del Comune di Parma in merito allo stanziamento del fondo per la produttività, con particolare riferimento agli incentivi previsti nel progetto speciale per i dipendenti comandati alla società “Parma Infrastrutture” . "La lettera aperta dei sindacati della funzione pubblica ai Revisori dei conti del Comune -si legge in una nota- non può restare senza risposta, in quanto non soltanto dice solo una parte della verità, ma propone conteggi impostati su parametri assolutamente incongrui e tace su altri aspetti che dimostrano chiaramente come non sia affatto vero che i dipendenti comandati alla società Parma Infrastrutture abbiano avuto un trattamento privilegiato rispetto a tutti gli altri colleghi del Comune.

L’equivoco, poi, viene ulteriormente alimentato dal fatto che una materia così tecnica non può essere nota a tutti i cittadini. Cerchiamo quindi di spiegare perché non siamo di fronte ad ingiustificati privilegi, ma ad un atto pienamente legittimo e ispirato a criteri di assoluta equità. Intanto non è superfluo ricordare che nell’anno passato la cifra stanziata per il progetto speciale strategico (che prevede il controllo delle opere di manutenzione affidate a ditte esterne) assegnato ai dipendenti comandati a Parma Infrastrutture era di 70.000 euro contro i 50.000 del 2014, e che la CGIL aveva siglato l’accordo contenente questo stanziamento. Inoltre è giusto che si sappia che siamo di fronte ad un progetto che l’Amministrazione ritiene appunto “strategico”, in quanto rivolto a “personale che opera in comando presso la società che gestisce e valorizza il patrimonio del Comune di Parma, garantendo manutenzione ordinaria e straordinaria in favore della collettività”.

Ed è anche giusto che i cittadini sappiano che si tratta di una pesante eredità del passato e che l’Amministrazione sta progressivamente “reinternalizzando” i servizi, quindi richiamando i dipendenti in Comune (ora, appunto, ne restano distaccati una decina). Venendo al dunque sulle cifre, in forza del progetto contestato, ogni dipendente comandato percepirà su base annua (quindi solo chi ha fatto l’anno intero) un compenso aggiuntivo medio di 2.500 euro lordi, come dire poco più di 100 euro al mese netti in busta paga. Ma soprattutto è giusto ricordare che è del tutto falsato il conteggio rispetto al personale del Comune, in quanto i destinatari degli altri progetti speciali (questi fortemente voluti anche dai sindacati) non sono la totalità dei dipendenti, ma solo i 519 destinatari degli stessi. Tutti gli altri parteciperanno solo all’assegnazione dei premi di produttività (che nulla hanno a che fare con i progetti speciali, se non per il fatto che alcuni di essi, comunque non quello di Parma Infrastrutture, ne condizionano l’ammontare del budget complessivo, che peraltro l’amministrazione, con l’atto unilaterale, ha deciso di mantenere invariato, proprio per non penalizzare nessuno.

Per concludere, se si fa qualche confronto relativo ai progetti speciali citiamo solo poche cifre: quello della polizia municipale è finanziato con 166.000 euro, per un importo di 922 euro medio per ciascun agente, e quello degli sportelli polifunzionali è finanziato con 70.000 euro, con un importo lordo medio annuo pari a 2.800 euro, quindi 300 euro in più rispetto ai dipendenti di Parma Infrastrutture. Dunque dove sta la discriminazione? E perché mai il Comune dovrebbe rinunciare ad un suo progetto strategico approvato nell’interesse della collettività? 

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Infine vogliamo rassicurare tutti sul fatto che il progetto speciale non è affatto illegittimo, tant’è che è già stato previsto nel 2013, e il Collegio dei Revisori ha espresso parere favorevole sull’accordo: sappiamo che è stato trasmesso alla Corte dei Conti, ma aspettiamo con serenità l’esito del controllo, convinti della validità dell’obiettivo da raggiungere (maggiore certezza sulla qualità dei lavori di manutenzione) e dello strumenti di incentivazione che abbiamo utilizzato.

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