Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Parma pronta a riaprire dal 3 maggio

Bar, ristoranti, palestre e sport: come cambia il regolamento

Come e soprattutto quando si tronerà a una vita quasi-normale? E' la domanda che si pone Parma, l'Emilia Romagna e tutto il Paese, soprattutto tra le categorie di lavoratori e partite iva che hanno visto la loro condizione economica sprofondare nel baratro a causa di un anno di panedemia da covid e conseguenti restrizioni.  In città, molti ristoratori e lavoratori del comparto aspettano indicazioni, mentre si preparano alla riapertura graduale che - a meno di un clamoroso passo indietro della curva dei contagi - comincerà a materializzarsi in città a partire dal 3 maggio. Una data che potrebbe segnare lo spartiacque. Si era paventato qualche allentamento a partire dal 26, ma il periodo dei ponti tra il 25 aprile e il 1 maggio sembra spaventare il Governo, che valuta sempre la curva. Per quanto riguarda l'Emilia Romagna, Bonaccini ha già fatto capire di voler forzare con la riapertura, complice l'arrivo della bella stagione che permette di stare all'aperto e favorisce, di pari passo, anche i locali che dispongono di spazi all'aperto. Si avanza la richiesta di una riapertura dei ristoranti a pranzo e a cena anche nelle zone rosse, privilegiando la prenotazione obbligatoria a meno che non si tratti di locali molto spaziosi. Obbligatoria la misurazione della temperatura all’ingresso, il divieto di assembramento davanti ai locali .  Per i bar e gli altri locali dove non ci sono posti a sedere si chiede di consentire "a un numero limitato di clienti per volta", assicurando la distanza di 2 metri tra le persone anche per le consumazioni al banco. Sì ai buffet, purché i clienti (e il personale) indossino la mascherina. Sì anche al gioco delle carte (con mascherina) e ai giornali.

Riaperture dal 3 maggio

La data del 3 maggio potrebbe segnare lo spartiacque. Del resto non era difficile ipotizzare mesi e mesi fa che il Governo avrebbe voluto "scollinare" il periodo dei ponti (25 aprile e 1 maggio) per bypassare le occasioni di densi assembramenti. Draghi ragiona attorno all'ipotesi di cominciare in quella data un processo di graduale riapertura per portare l'Italia fuori dal lockdown. Il processo, numeri dell'epidemia permettendo, si concluderà in autunno ma il passaggio tra maggio e giugno sarà quello decisivo. 

Si attende l'annuncio ufficiale

Lo stesso presidente del consiglio oggi dovrebbe annunciare "graduali" riaperture da fondare sui dati e sui numeri dell'epidemia. Prima alle Regioni con cui è in programma un incontro. Poi nella conferenza stampa attesa per la serata. Dove si comincerà a presentare lo schema del decreto di cui si attende l'approvazione a breve, forse già la prossima settimana. La gradualità nelle riaperture sarà garantita da un cronoprogramma che prevede un calendario ben preciso, che leghi le riaperture progressive all'andamento della campagna vaccinale.

Cosa riaprirà?

In questa ottica, scrive oggi Repubblica, il 26 aprile potrebbe arrivare un "cauto allentamento", che è però "ancora da confermare. Ovvero quello di tenere aperte alcune attività commerciali in zona rossa dove i negozi sono chiusi. La vera svolta però è prevista per il 3 maggio. Per quella data Draghi ha in mente di riaprire in presenza tutte le scuole di ordine e grado, anche in zona rossa. E di far tornare in vigore il sistema a tre colori, con il ritorno della zona gialla. L'intenzione per quella data è di riaprire anche cinema e teatri. Nelle zone gialle riprenderà il servizio dei bar anche se si parla di cambiare l'orario di chiusura impostandolo alle ore 16. E naturalmente riapriranno i ristoranti a pranzo.

Bar e ristoranti aperti di sera

Qui si apre la possibilità dell'apertura serale, ovvero quella per cena. Che potrebbe arrivare per la metà del mese oppure da subito ma soltanto nelle aree dove i numeri del contagio sono bassi. In ogni caso la decisione si porterà con sé anche il cambio dell'orario del coprifuoco. Che dovrà essere giocoforza portato oltre le ore 22. Altre date potrebbero essere decisive nel calendario della riapertura. Un secondo step è previsto per il 17 maggio. E lì dovrebbe arrivare l'ok agli spostamenti tra regioni (in zona gialla?). L’altra ipotesi è aprire per metà maggio i ristoranti anche in zona arancione, ma solo a pranzo e soltanto all’aperto. 

A inizio giugno, probabilmente il 7, insieme allo stop alle lezioni a scuola si potrebbe ricominciare a riaprire tutto. Ovvero anche palestre e piscine, sulle quali si stanno comunque già studiando i protocolli per permettere un ritorno a metà maggio. Sempre che nel frattempo la maggioranza non si spacchi. Perché il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti ha chiesto di riportare la zona gialla in vigore dalla fine di aprile. C'è però un problema, ovvero il Comitato Tecnico Scientifico e la sua posizione, che verrà illustrata durante la Cabina di Regia del governo, in programma prima dell'inizio dell'incontro con le Regioni. 

Il Cts infatti non sembra ad oggi entusiasta della possibilità di riaprire con queste date. E non mancherà di farlo presente al presidente del Consiglio e ai ministri. Il quotidiano anticipa che gli scienziati non si mostreranno “aperturisti”. Anzi, raccomanderanno un approccio assai cauto, almeno finché la vaccinazione di massa non avrà coperto la gran parte degli anziani e dei soggetti fragili. Anche perché non cessa l’allarme generato dalla variante sudafricana, che nelle ultime ore sembra farsi spazio nei Paesi più avanti con la vaccinazione – come il Regno Unito – e rischia di complicare la campagna di immunizzazione di massa.

Spostamenti tra Regioni

L’istanza al governo è di consentire sin dal 1° maggio almeno gli spostamenti tra le Regioni in fascia gialla anche per motivi di turismo - scrive il Corriere della Sera -

Spettacoli

Al cinema non si può stare in piedi e i posti a sedere vanno distanziati lasciando "almeno 1 metro" - si legge su Il Corriere della Sera - tra uno spettatore e l’altro «sia frontalmente che lateralmente» con mascherina obbligatoria. Senza mascherina i metri sono 2. Ai concerti gli orchestrali devono mantenere la distanza di almeno un metro dagli altri musicisti. Per gli strumenti a fiato la distanza aumenta a 1,5 metri e il direttore deve stare a 2 metri dai professori d’orchestra.A teatro va mantenuta la distanza interpersonale anche durante le prove, nelle aree trucco, nei laboratori sartoriali ecc. Per aumentare il numero di spettatori sono previsti tamponi obbligatori.

Sport

Palestre aperte anche in zona rossa - scrive il Corriere della Sera - con ingressi su prenotazione. Spazi, spogliatoi e docce vanno organizzati in modo da garantire la distanza di 2 metri, che può diventare 1 quando non si svolge attività fisica. Le macchine delle palestre devono essere disinfettate dopo ogni uso. Porte e finestre devono restare aperte 'il più possibile'. Nelle piscine la densità di affollamento in vasca «è calcolata con un indice di 7mq di superficie di acqua a persona». Nelle aree verdi e nelle aree solarium deve essere garantita una superficie di 10 mq per ogni ombrellone e la distanzia di 1 metro tra lettini e sdraio. Prima di entrare in vasca è obbligatoria la doccia saponata. 'È obbligatorio l’uso della cuffia, è vietato sputare, soffiarsi il naso, urinare in acqua'.

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