Pari Opportunità, sì alle coppie di fatto. Cittadinanza ai figli dei migranti

Le coppie di fatto saranno riconosciute dal Comune di Parma e ai figli di migranti sarà data la cittadinanza onoraria. Approvate all'unanimità in Commissione, le due delibere sono per il consigliere Manno "un impegno di civiltà".

Avranno un mero valore simbolico, ma serviranno a fare pressioni sul Governo. Il Comune di Parma seguendo l’esempio di Milano si impegna ad istituire un registro delle coppie di fatto che permetterà di tutelare soprattutto i nuclei genitoriali. Presso l’anagrafe ducale verrà istituito un “registro delle convivenze” con tanto di certificato che potrà essere utilizzato, a livello locale, in diverse situazioni come ad esempio in ambito sanitario per avere informazioni sullo stato di salute del proprio consorte. Una sorta di autocertificazione che consentirà a chi risiede in città da almeno due anni di formalizzare la propria unione.

I provvedimenti non sostituiranno la legislazione nazionale, “non ne abbiamo il potere. L’obiettivo è di mettere in handicap il legislatore nazionale, per sollecitarlo ad affrontare il problema”  ha affermato Manno consigliere dei Comunisti Italiani fautore della proposta di delibera sul riconoscimento delle unioni civili.

Di diversa natura, la proposta di delibera del consigliere del Pd Volta che ha presentato una mozione per la concessione della cittadinanza onoraria ai bambini nati a Parma figli di genitori stranieri. Di efficacia più simbolica che giuridica il provvedimento farà sì che a tutti i figli di migranti nati all’ospedale Maggiore venga riconosciuta l’appartenenza alla città di Parma. Una questione complessa quella della cittadinanza che viene negata a chi nasce in Italia fino al 18° anno di età. “Questi ragazzi si trovano in un limbo” ha affermato Volta “hanno la cittadinanza del passaporto dei genitori, ma non esistono per l’anagrafe di quel Paese. Nascono qui, vivono qui, studiano qui, frequentano i nostri figli. Sono parmigiani a tutti gli effetti!”. Le proposte approvate all'unanimità in Commissione Pari Opportunità saranno discusse ed eventualmente approvate in Consiglio Comunale.

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Un segnale forte che la città di Parma vuole dare al Paese e ai giovani. Un piccolo passo avanti per i diritti dei circa 800 bambini che ogni anno nascono in città, ma sono privi della cittadinanza italiana. Un problema che da anni, per l’ostruzionismo fatto dalla Lega Nord insieme ad alcuni esponenti del Pdl, pone l’Italia come capolista in Europa per le norme più restrittive e meno efficaci in tema di cittadinanza. Dai sondaggi il 70% degli italiani si dice favorevole al riconoscimento della nazionalità a chi nasce sul territorio italiano. La speranza è che queste delibere sposate oggi solo dalle province di Pesaro e Grosseto e dai comuni di Budrio e Nonantola scaturisca a Roma la volontà di uscire da questo stato di empasse.

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