Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Parma rimane in zona rossa: tutte le regole dal 6 aprile

A partire dal 20 aprile dovrebbero esserci alcune graduali riaperture

Anche dopo Pasquetta Parma e provincia rimangono in zona rossa. Da oggi, martedì 6 aprile e fino al 20 aprile le regole saranno quelle della zona rossa o della zona arancione, nel caso il nostro territorio dovesse passare nella zona con meno restrizioni. Il governo di Mario Draghi lavora a una possibile, graduale riapertura a partire dal 20 aprile dove i numeri dell'epidemia saranno in miglioramento.

La cabina di regia dell'emergenza coronavirus e i dati elaborati settimanalmente dall'Istituto Superiore di Sanità e dalle Regioni porteranno eventualmente i territori fuori dalle aree a maggiori restrizioni. Con una postilla: in base al decreto legge n. 44 primo aprile 2021 le eventuali riaperture sono condizionate 1) "all’andamento dell'epidemia" e all’"attuazione del piano vaccini", ma senza definire i particolari criteri per deciderle. Non c'è alcuna indicazione specifica. Quindi si dà una deroga al Consiglio dei Ministri sulla base di una formula indeterminata. E si rischiano di incontrare gli stessi problemi di gerarchia delle fonti che hanno portato all'abbandono dei Dpcm come strumento legislativo preferito dell'emergenza, visto che una delibera del Cdm non ha lo stesso valore di un decreto legge. 

Ciò detto, il governo Draghi ha disposto con il dpcm 2 marzo 2021, il decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30 e il decreto-legge 1 aprile 2021, n.44,  l’applicazione di ulteriori  misure restrittive per il contenimento del contagio da Covid-19. Dal 6 al 30 aprile 2021 in tutte le zone gialle si applicano le disposizioni previste per le zone arancioni (articolo 1, comma 1, del decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30, e art. 1, comma 2, del decreto-legge 1 aprile 2021, n. 44). In base a tali disposizioni e alle ordinanze del Ministro della Salute, da martedì 6 aprile, si applicano le misure previste:

A Parma e provincia, ancora in zona rossa: 

  • gli spostamenti sono consentiti solo per ragioni lavoro, salute, necessità e tra questi rientra l’assistenza ad una persona non autosufficiente; si potrà rientrare nella propria residenza, nel domicilio o nell’abitazione in cui ci si ritrova abitualmente con il partner e anche nelle seconde case; si potrà andare a fare la spesa e a messa oltre che in farmacia e dal tabaccaio;
     
  • non ci si potrà recare a casa di altre persone; è permesso il ricongiungimento con i partner che vivono in un’altra provincia. Resta la possibilità di andare nella propria seconda casa, anche se ci si muove o si va verso una regione in zona rossa (a meno che non sia esplicitamente vietato in quella regione); 
     
  • bar e ristoranti sono chiusi; è consentito solo il servizio a domicilio o l’asporto entro le 22. Restano aperti gli autogrill lungo le autostrade e i bar in stazioni e aeroporti;
     
  • restano chiusi i negozi “non essenziali": fino al prossimo 30 aprile saranno aperti le farmacie, i tabaccai, le edicole e altri punti vendita come i negozi di informatica e di abbigliamento intimo, nonché le profumerie; saranno ancora chiusi parrucchieri, i barbieri e tutti i centri estetici;
     
  • I negozi aperti sono: supermercati, alimentari, farmacie, parafarmacie, librerie, edicole, fiorari, negozi di giocattoli e abbigliamento sportivo, tabacchi e ferramenta, lavanderie e negozi per animali; 
     
  • le attività sportive di base si possono svolgere solo nei pressi della propria abitazione, dalle 5 alle 22, in forma individuale e all’aperto, mantenendo la distanza interpersonale di due metri.

In tutti questi casi per muoversi sarà comunque necessaria l'autocertificazione. Nel modulo autodichiarazione - disponibile sul sito del ministero dell'Interno -  il firmatario deve dichiarare che il proprio spostamento è determinato da: 

  • esigenze di lavoro; 
  • motivi di salute; 
  • altri motivi ammessi dalle vigenti normative ovvero dai predetti decreti, ordinanze e altri provvedimenti che definiscono le misure di prevenzione della diffusione del contagio;

Sarà inoltre necessario indicare nel modulo di autocertificazione: il proprio abituale domicilio, un contatto telefonico valido, di non essere sottoposti alla misura della quarantena ovvero di non essere risultato positivo al Covid-19 (fatti salvi gli spostamenti disposti dalle Autorità sanitarie), di essere "consapevole delle conseguenze penali previste in caso di dichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale" regolate dall'articolo 495 del Codice di procedura penale.

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