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ParmaZeroSei, l'incontro tra Bernini e i genitori non placa le polemiche

Il presidente del Comitato genitori, Andrea Zini: "Avete proceduto in maniera autarchica senza un confronto". L'assessore Bernini: "Non cambiano le tariffe, non cambia il modello pedagogico educativo"

parmazerosei-incontro-berniniSi è protratto per oltre due ore l'acceso dibattito nelle sale del Cinema Astra tra l'Assessore Bernini e i genitori dei bambini che frequentano le strutture per l'infanzia che saranno esternalizzate nel progetto ParmaZeroSei. Presenti al dibattito anche Loretta Aimi, Elisabetta Andreoli e Rossana Allegri del Servizio Educativo del Comune. L'intento dell'incontro fornire chiarimenti e rassicurazioni per le preoccupazioni espresse da tempo in merito. "Cosa cambia e cosa non cambia" il filo conduttore portato avanti dall'assessore.

"C'è stata un'accelerazione nell'idea di costituire una nuova società che, assieme al Comune, potesse aumentare quantitativamente e qualitativamente i servizi - ha dichiarato l'assessore Bernini. Il motivo riguarda una sentenza dall'autorità di vigilanza servizi pubblici che ha decretato come a Parma Infanzia non potesse essere attribuita la gestione di altre strutture. Credo nella scuola pubblica, ma a fronte di tagli da parte del Governo e dalla Regione, possiamo o andare avanti con finanziamenti diretti, o far fronte davvero ai problemi locali pensando a alternative come una società mista pubblico-privata, che consente di aumentare la ricettività e fornisce garanzie. Non cambiano le tariffe, non cambia il modello pedagogico educativo".

Le repliche dal pubblico non tardano ad arrivare. "Non capiamo come si possa esternalizzare strutture che fanno parte del patrimonio puibblico. Abbiamo iscritto i nostri figli in strutture comunali e dall'anno prossimo a rimanere identici saranno soltanto i muri. Ciò che si produce è uno sconquasso per il sistema educativo", afferma Andrea Zini, Presidente Comitato Genitori in difesa dei Servizi Educativi Comunali. Un modello educativo continuativo non significherebbe mantenimento delle stesse educatrici, ma una buona formazione pedagogica di chi si relaziona al bambino, secondo quanto sostenuto dall'assessore, che ribadisce come si possa raggiungere una continuità in tale ottica attraverso la figura del coordinatore pedagogico, che condurrà i nuovi insegnanti della cooperativa sulle linee educative più adatte.

Tra i punti maggiormente contestati la questione posti di lavoro. Il personale di ruolo andrebbe a coprire i posti vacanti, rendendo altamente sensibili le posizioni del personale assunto a tempo determinato, quindi precario. Sottolineato da Bernini come sia in atto una trattativa in tal senso con i sindacati per la costituzione di un tavolo per la ricerca di un punto comune che garantisca un avvicinamento degli stipendi pubblici e privati. Secondo l'opinione di molti genitori presenti, la condizione nella quale verrebbero poste le insegnanti di ruolo sarebbe una sorta di "scarica barile", nell'eventualità che non decidessero di accettare di ricoprire una diversa mansione, seppur con tutela finaziaria.

Sulla scia del "Cosa cambia, cosa no", l'offerta alle famiglie, con l'istituzione dell'orario prolungato per le strutture Primavera e Albero Parlante e l'ampliamento delle strutture I Folletti e Acquarello. Ritagliato lo spazio di un intervento dal presidente Zini per esporre le principali richieste del Comitato: "Vogliamo un'interlocuzione con l'Amministrazione per avere maggiori garanzie. Avete proceduto in maniera autarchica, con un confronto che è arrivato dopo la delibera, questa non si può definire compartecipazione. Sulla questione continuità educativa, se è vero che i bambini subiscono spesso cambiamenti e si adattano, ciò non significa che l'adattamento debba diventare una strategia educativa".

Ampiamente contestata e definita contradditoria la volontà del Comune di mirare a una esternalizzazione di strutture comunali puntando all'obiettivo di realizzare in futuro quattro nuove strutture a gestione diretta. La risposta, una strategia che miri a far convivere il pubblico con i privato, senza mai giungere a una totale gestione privata. "Perchè il Comune ha tutta questa fretta? - si chiede una rappresentante de L'Albero Parlante- Che garanzie abbiamo che il nuovo personale sarà già adeguatamente formato? Già nel 2006 ci eravamo battuti affinchè la struttura rimanesse a gestione pubblica, avevamo avuto delle garanzie. La Giunta attuale non la pensa più così ma perchè non aspettare alle prossime elezioni? Temete tutto questo malcontento?".

Una "fretta" giustificata, secondo quanto affermato da Bernini, sia perchè  legata alle tempistiche di attuazione, che per il voler dare risposte celeri ai cittadini che hanno scelto loro come rappresentanti e, in tale ottica, si aspettano risposte concrete. Definito da alcuni genitori uno "slogan" utilizzato come strumentalizzazione, l'obiettivo di abbattimento delle liste d'attesa nelle strutture per l'infanzia. "La Giunta vuole sminuire le nostre paure da genitori condannandoci se non ci focalizziamo unicamente sulle liste d'attesa", afferma una madre. Espresso al termine dell'incontro l'intento da parte dell'Assessore di affrontare più approfonditamente la questione della continuità educativa, eventualmente dialogando sulla progettazione di una pianificazione pedagogica che duri negli anni. Dai genitori e dal Comitato risposte ritenute farragginose che necessitano di nuovi chiarimenti, nella speranza, come sottolineato da Bottazzi, Comitato Genitori, "che si senta parlare per una volta di ciò che dovrebbe essere il cuore di tutto il problema: l'idea che questa città ha di bambino, e di ciò che avrebbe realmente il diritto di avere".

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